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Il Recovery Fund, ma il Covid non ci sta insegnando niente?

da Francesco Tesoro

Sono fondi messi a disposizione dalla comunità Europea a seguito dello stato pandemico che ha ridotto in grave crisi molte economie europee. I soldi del Recovery Fund dovrebbero servire per istruire un grande piano di conversione ecologica, sociale e culturale, che abbia la priorità di costruire una nuova società europea. Una società che abbia più cura di sé, di tutta la popolazione, con un occhio di particolare interesse verso un nuovo mondo ecologico ed una attenta valutazione per l’indirizzo delle future generazioni. Pertanto l’osannato e reclamizzato “niente sarà più come prima” era basato sull’idea che la pandemia era giunta a noi come un nemico invisibile, ma, che, una volta superata, avrebbe rinnovato il nostro modello di vita e di gestione della cosa pubblica oramai insostenibile. Ovviamente, il nostro banchettare alla mensa del Recovery Fund, non è e non sarà gratis, quindi occorre riflettere bene, ma soprattutto occorre investire e spendere bene quei soldi. Iniziamo dalla Sanità. La prima domanda è: quale sarà la migliore Sanità che potremo avere nel post Covid? Quanto e come investiremo in questo progetto? Chi sarà all’altezza di portarlo a termine, senza scandali e ruberie? E poi, c’è la scuola, quanto investire in istruzione, formazione e ricerca? E per le Infrastrutture, chi dovrà gestire le grandi opere? Con che impegno finanziario? Su quali basi ristrutturare un territorio depredato e deturpato all’inverosimile? Come ci si si occuperà del Clima e del Verde in materia di energia? Come investire denaro e chi dovrebbe farlo, per far sì che l’economia possa ripartire nei settori turistici, commerciali, artistici, manifatturieri tecnologici ecc. ecc.? In attesa di poter racimolare una manciata di risposte, la riflessione, per noi che non abbiamo alcun potere decisionale, che vediamo cambiare in corso d’opera i programmi in cui credevamo e che abbiamo sostenuto col nostro voto, la riflessione, dicevo si fa tormentata. Intanto il pensiero va al Recovery Fund e alla grande unica occasione tanto quanto irripetibile su cui potremo contare. Il Recovery Fund un’ultima spiaggia per noi e il nostro malandato trend economico? È possibile. Così come è insopportabile stare a guardare lo scempio che si sta facendo del futuro dell’Europa, dell’Italia, ma soprattutto del futuro delle nostre generazioni, figli e nipoti.

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