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Santità e devozioni, Sant’Antonio Maria Claret, “Sempre, sempre, eternità!”

da Leone Triggiani

Sant’Antonio Maria Claret, vescovo: ordinato sacerdote, per molti anni percorse la regione della Catalogna in Spagna predicando al popolo; istituì la Società dei Missionari Figli del Cuore Immacolato della Beata Maria Vergine e, divenuto vescovo di Santiago nell’isola di Cuba, si adoperò con grande merito per la salvezza delle anime. Nel 1855 sempre a Cuba fondò con la Venerabile Maria Antonia Paris le Religiose di Maria Immacolata Missionarie Clarettiane e nel 1857 lasciò Cuba per rientrare a Madrid come confessore della Regina di Spagna, continuando ad esercitare l’apostolato della predicazione in favore di ogni categoria di persone.

Tornato in Spagna, sostenne ancora molte fatiche per la Chiesa, morendo infine esule tra i monaci cistercensi di Fontfroide vicino a Narbonne nella Francia meridionale (1870).
I massoni non cessarono di perseguitarlo e calunniarlo nei modi più infamanti. Neppure sul letto di morte lo lasciarono in pace. Il pensiero dell’eternità occupava la mente di sant’Antonio M. Claret sin da quando era piccolo.
«Avevo 5 anni – scrive il Santo -, ero a letto e non dormivo, e pensavo a queste parole: “Sempre, sempre, eternità!” Mi immaginavo una distanza enorme; a questa ne aggiungevo un’altra, poi un’altra, e un’altra ancora, e non arrivavo mai alla fine. Allora il mio piccolo cuore rabbrividiva e mi dicevo: “Quelli che cadono nell’inferno non finiranno quindi mai di soffrire? No, mai. Soffriranno sempre? Sempre”.

“Ero preso da una grande pena per coloro che cadono in queste fiamme, e il mio cuore era affranto per il dolore, perché io sono, per natura, molto compassionevole. Da allora, questo pensiero è rimasto profondamente impresso in me, e posso dire che mi è sempre presente. È quello che mi ha spinto a operare per la conversione dei peccatori. Dico spesso a me stesso: È di fede che basta un solo peccato mortale per far condannare un’anima, a causa della malizia infinita del peccato mortale, che è un’offesa a un Dio infinito”. “Dati questi principi assolutamente certi, quando vedo la facilità con cui si commette il peccato, quando vedo la moltitudine degli uomini che sono costantemente in peccato mortale e che procedono quindi sulla strada verso la morte e verso l’inferno, come potrei rimanere in riposo? Bisogna che io corra, che gridi. Dico a me stesso:
“Se vedessi qualcuno cadere in un pozzo, in un braciere, certo mi metterei a correre e gridare per evitargli di cadere; perché non dovrei fare altrettanto per impedire agli uomini di cadere nel fuoco dell’inferno?”.

Sant’Antonio Maria Claret s’impegnò con tutte le sue forze nella via della santificazione, fino a giungere alla gloria degli altari, per salvare quante più anime possibili da un’eternità di dolore.

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