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1 Dicembre, Giornata mondiale contro l’AIDS

da Francesco Tesoro

Tutto il mondo è impegnato a combattere crisi economica e Covid-19, oggi, però, è stata sancita la Giornata mondiale contro l’Aids. Il programma delle Nazioni Unite per la lotta all’Aids/Hiv, Unaids, ci ricorda che nel 2019, almeno 38 milioni di persone erano positivi all’Hiv e tra questi, quasi 2milioni di bambini sotto i 14 anni. Una battaglia contro un altro terribile virus che continua a diffondersi e a uccidere, solo in Africa, l’area più colpita, si contano 20,7 milioni di contagiati. In particolare è la fascia sub sahariana, la regione più colpita, dove l’incidenza giovanile è molto elevata soprattutto nella fascia di età compresa tra i 15 e i 24 anni, con una maggiore incidenza tra le donne. Le cause della diffusione virale sono diverse, sicuramente la scarsa educazione sessuale, lo scarso utilizzo ed accesso ai profilattici e, l’incidenza elevata delle violenze sessuali.

L’Hiv è un virus che attacca e distrugge soprattutto i globuli bianchi, ad essere maggiormente danneggiati, i linfociti CD4 del sistema immunitario, che calano drasticamente al punto che l’organismo perde la sua capacità naturale di combattere anche le infezioni più banali. La terapia più efficace ad oggi è la Haart.  Un cocktail di farmaci antiretrovirali, che se iniziata correttamente e nei giusti tempi, permette a chi ha contratto la malattia di vivere una vita uguale a chi non è infetto. La tempestività delle cure rimane l’arma più efficace per evitare che il sistema immunitario si indebolisca compromettendo la vita stessa dell’ammalato. Il tema della Giornata mondiale contro l’Aids, quest’anno è “Solidarietà globale e responsabilità condivisa”,  pertanto Unaids invita a fare maggiori investimenti finalizzati alla sconfitta della malattia entro il 2030.L’84,5% dei nuovi contagi da Hiv in Italia è avvenuto a seguito di rapporti sessuali senza preservativo. Da un’indagine della Durex, in collaborazione con  Skuola.net, su un campione di oltre 15.000 ragazzi, tra gli 11 e i 24 anni, emerge infatti che solo il 50% utilizza abitualmente il preservativo. Da non sottovalutare neppure il nuovo rapporto dell’Unicef che parla di una persona sotto i 20 anni, che ogni 2 minuti, contrae l’Hiv.

 

 

 

 

 

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