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Scuola, continua il carosello, la De Micheli, da “A scuola anche la domenica” a, “Non l’ho mai detto”

da Elvira Zammarano

Eppure, in una intervista rilasciata a Repubblica, la Ministra dei trasporti, De Micheli, ha, effettivamente, proposto l’apertura domenicale della Scuola, per evitare assembramenti e disagio dei trasporti. Tant’è che in molti si sono affrettati a respingere l’idea e non senza polemiche. Tuttavia, anche la replica della De Micheli non si è fatta attendere.

Una replica, in cui la ministra ha ribadito di non aver “mai detto” niente del genere, ma anzi, di aver parlato esclusivamente di trasporti, non sufficienti ad affrontare l’attuale situazione emergenziale. Inoltre, specificando che “la Scuola” non è di sua competenza – “non mi occupo di scuola”, ha detto, “ho (solo) posto il problema degli scaglionamenti, anche per le attività produttive” -, ha riconsiderato la possibilità di “ingressi (scolastici) oltre le 9 del mattino”.

Per la De Micheli, dunque, sarebbe, opportuno un ripensamento dell’orario scolastico da distribuire tra le 8 del mattino e le 20 di sera. In ogni caso, ha aggiunto, “Non ho smentito il titolo dell’intervista fatta dal quotidiano perché serve ad aprire una discussione vera sullo scaglionamento degli orari”, ma, “Devono cadere i tabù degli orari se vogliamo mantenere il riempimento del 50% dei mezzi pubblici”.

Poi, sottolineando la preoccupazione delle persone sul riempimento dell’80% dei mezzi di trasporto e che il governo ha provveduto, in ogni caso,  ad un potenziamento delle linee pubbliche erogando 60 milioni suddivisi tra 2020 e il 2021, ha così spiegato le motivazioni delle proposte, “Era necessario far stare le persone più tranquille” benchè, “gli studi internazionali dicano che il contagio sui mezzi di trasporto è dell’1%”.

Infine ha specificato che, grazie ad uno studio su grandi città come Roma, Milano e Napoli, il ministero ha rilevato che “il sistema dei trasporti non è completamente flessibile, soprattutto nelle grandi città”, per esempio, “Milano – ha detto la ministra – se tra le 7 e le 10 facciamo entrare in funzione 500 bus, come servirebbe, non potrebbero circolare le auto”. E ha concluso, “Il sistema è (dunque) semirigido”.

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