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Cambia il “Padre Nostro”, dal 29 novembre arriva la nuova formula

da Elvira Zammarano

Se n’era già parlato in passato, ma, di fatto la recita del “Padre Nostro”, la preghiera più conosciuta al mondo, non aveva cambiato di una virgola le sue parole. Oggi, invece, arriva l’annuncio ufficiale dalla CEI, da domenica prossima, 29 novembre, il versetto, “non indurci in tentazione” diventa “non abbandonarci alla tentazione”. Una volta per tutte, la preghiera dei cristiani cattolici, si libera definitivamente dell’idea (errata a prescindere) di un Dio trinitario che metterebbe costantemente alla prova i suoi figli. Di un Dio furbetto, pronto a buttarci nelle braccia del più perverso dei tentatori per provarci nella fedeltà e nell’appartenenza a Lui. Dunque, con l’inizio dell’Avvento, entrerebbe gradatamente in vigore (ma si ha tempo fino a Pasqua) il nuovo Messale, da utilizzare nella maggior parte delle diocesi italiane. Il cambiamento riguarderà anche la recita della preghiera della consacrazione, quando il sacerdote pronuncerà “ecco l’Agnello di Dio… beati gli invitati alla cena dell’Agnello” e, ancora, “consegnandosi volontariamente alla passione”. Poi, dopo il Santo, dirà “veramente Santo sei tu, o Padre» e proseguirà dicendo “santifica questi doni con la rugiada del tuo Spirito”.

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