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Scuola, tra virus, colori e ordinanze: tutte le chiusure regionali

da Elvira Zammarano

Un’Italia colorata Regione per Regione – giallo (+), arancione (++) e rosso (+++) – sul triste modello “screening pronto soccorso”. Dati epidemiologici locali in eccesso o in difetto. Ovvero numeri “altalenanti”, che rispecchierebbero l’andamento del Covid, in maniera “più o meno” dettagliata a livello regionale. Da queste indicazioni “colorate”, partirebbero poi le diverse ordinanze dei nostri governatori e di conseguenza le possibili (o impossibili) restrizioni e chiusure a livello locale.

Una condizione, questa, di cui fa parte a pieno titolo anche la scuola pubblica, diventata oggetto, fin dalla sua riapertura, di prescrizioni, scontri politici e infinite polemiche. Cerchiamo ora di fare chiarezza, Regione per Regione, tra chiusure, aperture, didattica in presenza, in remoto, dad e ddi.

Per le Regioni “gialle”, come Lazio, Molise, Provincia autonoma di Trento, Sardegna e Veneto, le attività sono in presenza a scuola, fino alla terza media mentre a distanza nelle superiori, secondo quanto disposto dal Dpcm del 3 novembre. Maurizio Fugatti, governatore della Provincia autonoma di Trento, con l’ordinanza del 14 novembre 2020, ha, però, disposto lezioni in presenza fino alla terza media anche nei Comuni della zona rossa.

Per le cosiddette Regioni “arancioni”, come Basilicata, Liguria, Puglia, Sicilia, Umbria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Marche, le cose non cambiano molto rispetto alle gialle.

Per la Puglia, l’Umbria e la Basilicata bisogna però distinguere, perché, in seguito all’ordinanza 413 di Emiliano, la scuola pugliese rimane aperta fino alle medie ma viene lasciata ai genitori la scelta di una didattica a distanza o in presenza; mentre per l’Umbria, fino al 22 novembre, è stata confermata la didattica a distanza anche per le secondarie di primo grado; la Basilicata, con l’ordinanza dell’altro giorno, ha disposto invece che, da oggi, 17 novembre, fino al 3 dicembre, ci sarà la sospensione delle attività didattiche in presenza, non solo per le superiori, ma anche per le medie.

Lezioni rigorosamente a distanza dalla seconda media fino alla quinta delle superiori, per Abruzzo, Calabria, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta, Provincia Autonoma di Bolzano, Campania e Toscana che si sono colorate di rosso. Ma dal 24 novembre, l’infanzia e le prime classi della primaria, torneranno a svolgere le loro attività didattiche in presenza.

Nel frattempo, però si susseguono una serie di ordinanze e altre disposizioni “minori”, più o meno articolate, con chiusure e riaperture delle attività didattiche in presenza, a scadenza diverse nelle stesse Regioni e tra Regione e Regione.

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