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Covid19, BNT162B2, il vaccino contro il coronavirus

da Francesco Tesoro

Sono stati oltre 40mila i volontari che si sono sottoposti alla vaccinazione, tester umani del nuovo e sperimentale vaccino.

L’Agenzia europea per i medicinali, ha comunicato che il vaccino BNT162b2, contiene le istruzioni genetiche per la produzione della proteina spike del Sars-Cov-2, la parte del virus che attacca le cellule dell’uomo infettandole.

Praticamente quando una persona viene vaccinata, fa si che le sue cellule leggendo le istruzioni genetiche ricevute, inizino a produrre la proteina spike.

Il vaccino, fa si che questa proteina venga riconosciuta come estranea dall’organismo, che inizierà a produrre anticorpi diretti, quindi se la persona già vaccinata entrerà successivamente in contatto con il coronavirus il suo corpo sarà pronto ad attaccarlo prevenendo il contagio.

I ricercatori che ormai da quasi un anno lavorano ininterrottamente al progetto, hanno riscontrato che il vaccino è efficace in più di 9 casi su 10, senza subire gravi reazioni contrarie.

I volontari hanno ricevuto 2 dosi di vaccino a distanza di 21 giorni, ed una settimana dopo è stata accertata l’effettiva protezione al virus.

La sperimentazione sta continuando, ma presto gli scienziati sottoporranno tutta la documentazione alla comunità scientifica, soprattutto all’americana Food end Drug Administration, per poter ottenere un’autorizzazione d’urgenza, richiesta già altre volte in casi di gravità sanitaria.

I ricercatori stanno anche valutando la capacità del vaccino contro le forme gravi di Covid-19, che non dovrebbero così manifestarsi e di fornire protezione a chi ha già avuto il coronavirus, dunque contro una ricaduta, argomento di cui si è molto discusso. Se infatti gli anticorpi contro il Sars-Cov-2 sembrerebbero diminuire rapidamente dopo qualche mese dall’infezione, la risposta immunitaria delle cellule T, attivata anche dal vaccino, arriverebbe fino a 6 mesi.

 Il BNT162b2, sviluppato dalle aziende produttrici Pfizer e Biontech, se andrà nel modo sperato, 50 milioni di dosi saranno pronte entro fine anno e circa 1 miliardo e mezzo, nel 2021. Ora si pensa alle nuove sfide: distribuzione e conservazione del vaccino che deve essere mantenuto a circa 70° sotto zero. Gli scienziati stanno sperimentando anche la possibilità di liofilizzare il vaccino per poterlo conservare a temperature meno problematiche.

 

 

 

 

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