Home Cronaca Bari, “Se non paghi vengo e ti sbrano”, la GdF annienta banda di usuraie

Bari, “Se non paghi vengo e ti sbrano”, la GdF annienta banda di usuraie

da Elvira Zammarano

Le aguzzine appartenenti a 4 nuclei familiari diversi, praticavano usura “domestica” da almeno 9 anni (2011-2020). Nel mirino famiglie in gravi difficoltà economiche, impiegati, commessi ed operai, alcuni dei quali giocatori di “bingo”, “lotto”, “slot machine” e “gratta e vinci” (uno di loro, “ludopatico”, si è ritrovato in tali difficoltà da dissipare risparmi, arrivando persino a vendere la propria casa).

Centinaia di migliaia di euro sottratti finanche ai vicini di casa, la banda criminale, composta prevalentemente da donne, residente nei quartieri popolari di Japigia, San Pasquale e San Paolo di Bari, non risparmiava nessuno. Le indagini, coordinate dal Procuratore di Bari, Roberto Rossi, e dirette dal Sostituto Procuratore, Lanfranco Marazia, sono state avviate in seguito alle dichiarazioni un’anziana e povera donna di Bari, in gravi difficoltà economiche che, nel maggio 2019, aveva denunciato al locale Nucleo PEF, di essere vittima di usura da parte di diversi soggetti.

I finanzieri del G.I.C.O. barese, avvalendosi dei servizi di intercettazione telefonica, pedinamenti, video-riprese, indagini finanziarie ed escussione in atti delle numerosissime vittime, che con grande coraggio hanno fornito la loro preziosa collaborazione agli inquirenti, sono riusciti a ricostruire l’illecito percorso creditizio e a individuarne i responsabili.

“Se non paghi vengo e ti sbrano”; “Se non paghi ti brucio l’auto”; “Ti mando mio figlio con la pistola”, “…ti faccio saltare in aria…”, erano le frasi con cui le usuraie si presentavano per riscuotere le rate dei “prestiti” –  elargiti con un interesse del 5.000% –  che dovevano essere restituite in un arco temporale compreso tra la settimana e i 6 mesi.

Le indagini hanno inoltre svelato l’esistenza della cosiddetta regola del “salto rata”, ovvero la vittima, se impossibilitata a pagare  alla scadenza, era costretta a versare una “penale”, denominata di “solo interesse”, pari al 50% della rata stessa, con la conseguenza che il debito residuo rimaneva inalterato e i tempi di estinzione si allungavano. I pagamenti dei “prestiti” erano corrisposti in contanti o attraverso la ricarica di carte postepay prepagate, intestate alle stesse usuraie o a persone vicine.

È emerso che una delle usuraie, durante lo scorso lockdown, violando tutte le restrizioni in corso, ha preteso con la forza di riscuotere la rata mensile, recandosi personalmente a casa della vittima  senza indossare la mascherina, nonostante vi fosse un’anziana donna a letto gravemente malata. Pertanto, in data odierna, il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Bari ha eseguito l’ordinanza della misura cautelare personale nei confronti di 13 persone, di cui 5 in carcere:
M.M. 66 anni,
S.A. 45,
S.T. 49,
S.T. 35,
S.V. 54

e 8 agli arresti domiciliari
S.T. 81 anni,
V.T. 81,
M.G. 72,
C.A. 64,
C.M. 29,
M.T. 63,
M.D. 61,
C.F. 52).
Nel frattempo, continuano le perquisizioni personali e domiciliari a carico dei stessi indagati.

 

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