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Capurso (BA), IC Montalcini, alcune mamme ad Emiliano, “La sicurezza non può essere una scelta”

da da Redazione

Portavoci di un folto gruppo di mamme, due rappresentanti di una classe della scuola media “Montalcini” di Capurso, hanno inviato in redazione un breve comunicato nel quale esprimono il loro dissenso e, soprattutto, le loro preoccupazioni sulle conseguenze legate all’ultima (discussa) ordinanza regionale. Una situazione che getta nel caos famiglie e comunità scolastiche, costrette ora, all’ennesimo cambiamento.

“Abbiamo deciso di inviare alla vostra redazione questo comunicato – dicono G.D. e B.D. – perché siamo preoccupate per i nostri figli e indignate per la responsabilità di cui la Regione ci ha voluto far carico. Come genitori, siamo pienamente fiduciosi nell’operato finora svolto dalla scuola e in particolare dalla nostra, a cui vogliamo rivolgere il nostro grazie. Scaricare la scelta se trattenere a casa, un figlio oppure no, ci è sembrato addirittura offensivo. Non vogliamo entrare nei brogli istituzionali – dicono ancora le due mamme – perché, per noi, innanzitutto, vengono le persone, a partire dai nostri figli, fino ai docenti e al personale Ata. Che significa scegliere?  – chiede G.D – Il virus non fa scelte. E, a questo punto, serve ricapitolare per spiegare il disappunto nostro e delle mamme che rappresentiamo. Secondo una delle prime ordinanze sulla chiusura delle scuole – racconta G.D –  mio figlio che frequenta le superiori doveva stare a casa, in dad e in sicurezza, mentre la bambina che frequenta le medie, no. Successivamente, con un’altra ordinanza la situazione è stata meglio definita per il preoccupante aumento dei contagi: elementari, medie e superiori in didattica a distanza, mentre le scuole dell’Infanzia in presenza. Opinabile anche questo, visto che molti contagi si sono avuti proprio tra i più piccoli. Ora, un nuovo sconcertante dietro front. Ai genitori, dunque, la scelta se mandare i figli a scuola in presenza o tenerli a casa in didattica a distanza, previa compilazione di un modulo. Tutto si riduce a un pezzo di carta – le fa eco B.D -, all’ennesima burocratizzazione della scuola. Vorremmo ribadire, che i nostri figli, noi, i lavoratori della scuola, sono persone e non pedine di cui farne l’uso più comodo. A nessuno piace la Dad, anche se i docenti hanno fatto miracoli per migliorarla, ma in questo periodo di grande insicurezza e pericolo che altro possiamo fare? Se parliamo del Covid come di una emergenza – concludono le due agguerrite mamme – chiediamo al presidente della Regione Emiliano che la situazione venga trattata come tale e che tutta la comunità scolastica, dai più piccoli ai più grandi, venga messa immediatamente in sicurezza”.

 

 

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