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Didattica

Puglia, «Ma che ne sapete “Voi” di didattica in presenza, dad e ddi?»

da Elvira Zammarano

L’ultima ordinanza del governatore della Regione Puglia è arrivata ieri sera tardi, in risposta ai giudici del Tar di Bari, che hanno impugnato la sua precedente estensione, con una motivazione da brivido, asserendo cioè “il profilo di inadeguatezza del sistema scolastico pugliese ad attivare subito la DAD”.

A proposito di didattica, ne straparlano tutti  – giudici, genitori, nonni, avvocati, governatori, medici -, l’elenco è lungo, ma ai professori, a questi odierni schiavi obedienti, è stato chiesto? Uno straccio di parere e, scusate se insisto, a questi professionisti del sapere, è stato chiesto? Si è parlato di docenti untori, colpevoli finanche di aver seguito “alla lettera” le indicazioni ministeriali relativamente (e non solo) al virus, “Ha mandato la figlia a scuola nonostante lei, la prof, fosse in attesa di tampone”, e ancora, “In questa situazione, anche senza il risultato del test, il figlio doveva rimanere a casa, nonostante il decreto non lo prevedesse”. Tutti, insomma, si sono improvvisati onniscienti, sapienti e in grado (?) di formulare critiche, giudizi, di puntare un ditino sempre molto in alto e di schiaffeggiare, con godimento, una categoria che se oggi decidesse di alzare le braccia, trascinerebbe in un baratro senza fondo tutto e tutti. Si parla dei docenti come di una categoria chiusa e di privilegiati. Ma è proprio così? Per saperne di più abbiamo deciso di intervistare una professoressa, da anni “in trincea”, vicepreside in una scuola secondaria di primo grado della provincia di Bari.

“Se per ‘Didattica’ si intende il ventaglio di scelte  metodologiche  – oltre ai contenuti e agli  obiettivi –  e la molteplicità di strategie, spazi, strumenti, legati spesso strettamente ad un contesto  in presenza, che pone il docente, nel ruolo di facilitatore del processo di insegnamento finalizzato all’apprendimento, la dad non è didattica. L’anno scorso, per esempio, gli alunni con bisogni educativi speciali, si sono visti fortemente penalizzati ed emarginati dalla didattica a distanza e molti docenti hanno impiegato la maggior parte del tempo a spiegare l’utilizzo delle piattaforme e ad innervosirsi per i problemi di connessione e a subire la ‘snaturalizzazione’ della propria professione. Ma è stato inevitabile.  In alcuni casi la didattica a distanza è stata perfino motivo di ‘esclusione’, perchè, a volte,  non è stato possibile coprire tempestivamente il bisogno di strumenti, portatili o pc, per alcuni alunni. Tuttavia, noi, personale della Scuola, Docenti e Dirigenti insieme, abbiamo lavorato sodo  e quest’anno, nel mio, come in altri istituti, abbiamo costruito un nostro modello organizzativo ‘inclusivo’, rispettando la normativa relativa alla Dad, per “accogliere” tutti  e in particolare gli alunni fragili che potevano rimanere a scuola con i loro insegnanti, anche quelli curriculari. Da ieri, in Puglia, c’è stato (l’ennesimo) sconcertante cambiamento: si chiede alla scuola secondaria di I grado di accogliere la scelta, da parte dei genitori di ciascun alunno, tra  la Didattica a Distanza  e  la didattica in presenza. Mi chiedo, ora, cosa faranno gli alunni che resteranno a casa se noi docenti saremo impegnati a fare didattica in presenza con gli altri compagni, con quelli cioè che avranno scelto di stare in presenza. Puntualizzo che, nella fascia di età del nostro ordine di scuola, e in più, in considerazione della nostra utenza piuttosto vivace, non è immaginabile che il docente faccia lezione in classe ad alcuni, vigilandoli e, allo stesso tempo, svolga la dad con gli altri, collegati in remoto. Da ieri sera si chiede alle scuole secondarie di i grado di Puglia, come pure alle Primarie, di far scegliere alle famiglie le modalità didattiche da offrire ai propri figli e, con tutto il rispetto, per i genitori, credo sia davvero sconcertante che si dia spazio a tutta questa discrezionalità, che poi dovrà trovare un riscontro nella realtà. Una gestione che inevitabilmente ricadrà solo su Dirigenti e Docenti, ovvero su coloro che sono i veri competenti ed esperti in didattica. Coloro che hanno gestito l’emergenza scuola sin dal primo momento, con poche risorse, organizzando un sistema scolastico, oggi, sufficientemente collaudato e che sarebbe stato bello implementare nei mesi estivi, per proteggere, tutti,  giovani e adulti, dal pericolo del Covid. Ma, come sempre nessuno ci ha interpellati”.

Sul punto, è tornato ancora una volta, anche il coordinatore della Gilda degli insegnanti, Carlo Castellana. Il sindacalista ribadisce ciò che ha espresso ieri in diverse altre occasioni, aggiungendo un’ulteriore considerazione sulla nuova ordinanza, “Il presidente della Puglia Emiliano – ha detto Castellana – ha firmato una ordinanza valida da oggi, 7 novembre, fino al 3 dicembre, con cui si riaprono le scuole. C’è, dunque un riallineamento della Puglia a quanto stabilito dal Governo. Le famiglie, secondo quanto scritto nel documento, potranno decidere se portare i figli a scuola. In questo caso gli istituti dovranno garantire la dad. Ieri, in Puglia – ha concluso il sindacalista – è stato avallato e confermato il principio della scuola supermarket, in balia della volontà dei genitori”.

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