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Lecce, il killer dei fidanzati, il suo diario, pagine di un orrore preannunciato

da Elvira Zammarano

“Mercoledì ho avuto una crisi mentre stringevo un cuscino, ho pensato che a differenza mia gli altri abbracciano delle vere ragazze e così sono scoppiato a piangere”. E ancora, “Ho comprato qualche attrezzo…voglio uccidere qualcuno, voglio farlo a pezzi. Ho accettato la stanza, nella stessa casa di F., e ho già le chiavi e da qui quando andrò via potrò uccidere Daniele…mi piacerebbe una donna per prima, ma penso che così sarà una buona base di partenza”.

Parole agghiaccianti. Da brivido. Di un orrore preannunciato. Sono i pensieri messi per iscritto da Antonio De Marco, il killer dei fidanzati leccesi, Daniele De Santis ed Eleonora Manta. Redatte con freddezza e lucida sequenza, in realtà rivelano tutti i limiti di una mente divorata dalla gelosia. Dall’invidia. Una mente incapace di liberarsi da quel torpore mortifero in cui era precipitata.

Il 21 enne di Casarano, studente di scienze infermieristiche, lo scorso 7 agosto, prima di compiere il duplice omicidio cronoprogrammato, scriveva così nel suo diario. Ora, anche questo è in mano agli inquirenti, che tra le quelle pagine  cercano un (im)possibile movente. Frasi tipo, “Motivi per cui noi non siamo normali” e deliranti elenchi come, “Parlare sempre al plurale; la bestia che sento dentro quando piango; il rifiuto dei 18 anni”, in realtà mostrano il profondo disagio del 21 enne che si percepiva vittima di un mondo che lo respingeva. La sofferenza per l’intervento alla colonna vertebrale, la mancanza di una relazione stabile, il dover ricorrere alle prostitute, il non sentirsi amato, tutto riportato in modo maniacale in quelle pagine, che preannunciavano già il sacrificio di qualcuno. Qualcuno, cioè, che in pochi attimi intrisi di sangue avrebbe preso il suo posto di vittima, donandogli per una frazione di secondo quella luce di onnipotenza a cui la sua mente ottenebrata aspirava. Lui, da meschino invidioso, finalmente poteva percepirsi padrone assoluto dell’altrui vita, bella e pure felice, “Ogni giorno che passa sembra che divento sempre meno amato, ma che ci posso fare? Non è colpa mia se nessuna mi ama!”.

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