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Scuola Puglia, Carlo Castellana, coordinatore provinciale Gilda, “Grave errore non chiudere quelle per l’Infanzia”

da Elvira Zammarano

Dopo un’estate a base di “non ce n’è coviddi” e “Puglia regione covid free”, ci risiamo e più pesantemente di prima. La scelta del governatore Emiliano di chiudere la scuola di ogni ordine e grado, a un mese dalla loro laboriosa apertura, allo stato dei fatti, non poteva che essere quella. E in un mese ne sono accadute di cose. Dai banchi con le rotelle, alla rimodulazione e rifacimento delle classi, alla maniacale sanificazione degli ambienti scolastici, alle mascherine (costantemente rigettate dai ragazzi), all’improbabile rispetto del metro di distanza in classe, al super lavoro dei docenti, ultimamente impegnati a  svolgere, senza uno straccio di contratto adeguato, la cosiddetta DDI (didattica integrata) per gli studenti in quarantena, ai Dirigenti che hanno tessuto reti a maglie strettissime e che ora dovranno disfare, per riorganizzare la DAD (didattica a distanza).

Ora, non staremo a scrivere sull’annosa inefficienza e carenza dei trasporti pubblici, che a settembre ha visto i nostri figli inscatolati come sardine nei soliti vetusti bus o che nulla è stato fatto nei mesi estivi di quello che, invece, si sarebbe potuto fare; né del “nostro” perenne ritardo e impreparazione rispetto ad un’emergenza che, oggi, forse, non sarebbe più tale se solo fosse stata gestita meglio. Ma, sulla controversa scelta, che dalla (necessaria) chiusura della scuola, di ogni ordine e grado, sia stata esclusa quella dell’Infanzia – poichè, così come ha spiegato Emiliano, “non sono dell’obbligo” – c’è davvero grande perplessità. Una decisione sicuramente destinata a far discutere e su cui è già intervenuto, con un appello ad Emiliano, postato sulla piattaforma dedicata http://infodocenti.it., il coordinatore provinciale e vice segretario regionale della Gilda degli Insegnanti, prof. Carlo Castellana, che noi pubblichiamo integralmente.

“Gentile presidente Michele Emiliano ritengo non corretta la decisione di tenere aperte le sole scuole dell’infanzia. Le maestre e i maestri di questo ordine di scuola sono proprio quelli più a rischio. Nella scuola dell’infanzia non può esserci distanziamento e i bambini sono (per ovvi motivi) tutti senza mascherina. Le maestre e i maestri inoltre spesso devono avere necessariamente un contatto fisico con i bambini. Certo la Didattica a distanza è praticamente impossibile con i bambini nella fascia di età dai 3 ai 6 anni. Se però si tratta di una decisione temporanea per fermare il contagio, forse si doveva incominciare proprio da qui. Discutibile è anche, per tutti gli ordini di scuola, la presenza dei soli disabili nelle scuole. L’inclusione si attua coinvolgendo gli studenti diversamente abili con il gruppo classe e non escludendoli, mandandoli a scuola da soli”.

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