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Covid, Conte irremovibile, “No alle chiusure generalizzate e la scuola sarà in presenza”, mentre il Tar sulla scuola dà ragione a De Luca

da Elvira Zammarano

Il provvedimento del premier è destinato a far discutere, “Siamo consapevoli dei sacrifici che chiediamo alla gente”, ha detto, ma “Siamo più pronti di marzo. Evitiamo chiusure generalizzate”.

A spegnere le polemiche dei Sindaci, investiti, nel primo DPCM autunnale, di ulteriori responsabilità sul rispetto del coprifuoco anti Covid (Decaro, “Non lo accettiamo”), e le lamentele dei commercianti (e non solo), che intravedono nelle “nuove” misure diverse contraddizioni legate all’uso delle mascherine dentro e fuori casa, alle chiusure delle attività in orari prestabiliti o al divieto di aprirne alcune, ci pensa Conte.

“Voglio sottolineare – ha precisato – che nei mesi successivi alla fase più acuta della pandemia non abbiamo mai abbassato la guardia: l’Italia è stata la nazione che per prima con coraggio e determinazione ha deciso di chiudere e il Paese più prudente anche nelle riaperture. Nonostante i tanti passi in avanti fatti non potevamo e non dovevamo considerarci in un porto sicuro, mentre il contagio nel mondo si moltiplicava”.

“Siamo consapevoli che ai cittadini chiediamo sacrifici”, ha ribadito, ma, “Ancora una volta siamo costretti a compiere una sofferta operazione”. “I principi che muovono oggi il governo – ha detto Conte durante il suo intervento al Senato – sono sempre gli stessi, quelli che ci hanno permesso di superare la situazione nel passato: massima precauzione, adeguatezza e proporzionalità”.

Gli sforzi precedenti, “ci consentono al momento, di evitare chiusure generalizzate e diffuse su tutto il territorio nazionale, di pervenire all’arresto dell’attività produttiva e lavorativa, alla chiusura delle scuole e degli uffici pubblici”. “La strategia per contrastare la seconda ondata – ha affermato Conte – non può essere la stessa della primavera: l’Italia oggi è in una situazione diversa di marzo. Allora non avevamo strumenti diagnostici, oggi siamo più pronti grazie al lavoro e al sacrificio di tutti. Ringrazio in particolare le donne e gli uomini della protezione civile e il commissario Arcuri”.

Per quanto riguarda la scuola, il premier ha sottolineato, “Le attività scolastiche continueranno in presenza: lo dobbiamo all’impegno dei dirigenti scolastici, dei docenti, delle famiglie e soprattutto ai nostri ragazzi che non vanno lasciati privi di una esperienza così importante come la scuola”.

Intanto il sindaco di Bari, Decaro, in base alle nuove misure varate nell’ultimo Dpcm del 18 ottobre, ha messo in atto le prime importanti restrizioni urbane. Sono state chiuse piazza Mercantile, piazza Ferrarese, via Manfredi, il primo tratto di via Venezia fino al Fortino; nel quartiere Poggiofranco, via Pappacena, via Caccuri e la piazzetta tra le due strade, nella zona della movida del rione Madonnella, il divieto di assembramento è per l’intero “Umbertino”, da via Cognetti, via Brescia, una parte di via de Niccolò, via Bozzi, largo Giordano Bruno, largo Giannella, piazza Diaz, fino al molo San Nicola.

Novità anche per la Campania, il Tar ha respinto il ricorso intentato da un gruppo di genitori, sostenuto dalla ministra Azzolina, contro le decisioni del governatore De Luca che imponeva la chiusura delle scuole. Il Tar, nel dare ragione a De Luca ha evidenziato tra le motivazioni il “Primario diritto alla salute”, dopo che lo stesso governatore nel decreto aveva precisato “la prevalenza all’interesse pubblico sotteso al provvedimento impugnato, tenuto conto che tale interesse pubblico espressamente affonda nell’esigenza di tutelare il diritto primario alla salute”.

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