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La supplica di una docente ad Emiliano, “Mezzi di trasporto carichi come carri da bestiame”

da Elvira Zammarano

SupplicaLa professoressa di un Liceo della provincia di Bari, in una lunga e accorata lettera indirizzata al presidente della Regione Puglia, spiega le perplessità e, soprattutto, le preoccupazioni che stanno interessando centinaia e centinaia di persone, tra docenti, studenti e genitori. Tutti, quotidianamente, e da diverso tempo, sono costretti a vedere e vivere il disastro legato ai trasporti pubblici. L’emergenza Covid, così come più volte raccontato ultimamente dalle istituzioni, sta creando nuovamente grande allarme, allora, ci si chiede, come mai allo stato dei fatti, ancora non si provvede a smantellare l’incredibile ed evidente contraddizione fondata nella pratica, da un lato, sulla ovvia pretesa di una rigorosa e puntuale osservanza, da parte di noi cittadini delle regole e, allo stesso tempo, su una indecente inosservanza delle stesse, a cui, nostro malgrado, siamo sottoposti, per la carenza dei servizi. E’ ormai sotto gli occhi di tutti l’inevitabile e immane assembramento a cui centinaia di nostri figli, per raggiungere le scuole e rientrare a casa, ogni giorno, sono costretti a causa della scarsezza dei mezzi pubblici. E’ mai possibile che chi “può e deve”, ancora non se ne sia reso conto? E ancora, è giusto che una mamma, oltre che professionista e lavoratrice debba supplicare per ottenere ascolto su una questione che le stesse istituzioni cercano di regolamentare a colpi di DPCM?

Pubblichiamo integralmente la lettera.

“Gentile Presidente, è ormai da mesi che La preghiamo, La supplichiamo, La imploriamo in tanti, docenti, studenti e genitori della sua Puglia, di implementare i TRASPORTI per consentire ai nostri ragazzi di raggiungere in sicurezza le scuole e ancora non si vedono miglioramenti significativi, nonostante i contagi stiano ormai salendo ogni giorno, e ogni giorno di più. Anzi, da più parti sentiamo levarsi voci che chiedono la chiusura delle scuole, poiché in tanti temono lo spettro di un nuovo lockdown, disastroso per l’economia ed il benessere di tutti; di fronte ad un simile rischio, pare che persino il suo collega Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, abbia avanzato la proposta di riconsegnare alla DAD almeno gli studenti delle superiori. Ora, non può non saltare agli occhi di chiunque capisca un poco di scuola che così si rischia di “buttare via l’acqua sporca col bambino dentro”: la scuola, quella vera, in presenza, fatta di conoscenze ed esperienze reali e tangibili, è un diritto per tutti, piccoli, adolescenti e giovani, così come lo è anche la salute.
Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, art. 26, comma 1: “L’istruzione superiore deve essere ugualmente accessibile a tutti sulla base del merito”. Costituzione Italiana, art. 32: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività…”. Ora, data la situazione che stiamo vivendo, non mi pare si stia davvero garantendo alle ultime generazioni parità di accesso all’istruzione, non curandosi, in questi tempi difficili, di assicurare a tutti uguale possibilità di raggiungere e frequentare la scuola in salute e sicurezza. Per esempio, ieri mattina mio figlio non è riuscito ad entrare a scuola a causa di uno “sciopero” promosso dai suoi rappresentanti d’Istituto, giustamente preoccupati per le condizioni disagevoli ed anche pericolose con cui tutti i ragazzi, chi più chi meno, si trovano a convivere, con particolare riguardo ai trasporti pubblici. Dispiace dover constatare, da parte di chi, come me, ha votato per lei per due volte, il suo apparente disinteresse nei confronti del problema. I ragazzi sono preoccupati, le famiglie e i loro docenti lo sono, forse, ancora di più, e legittimamente. Nelle scuole del territorio che Lei amministra dirigenti ed insegnanti hanno lavorato a lungo e duramente per rendere tutti gli Istituti il più possibile luoghi sani e sicuri, sforzi che rischiano di essere vanificati da pullman e treni carichi come carri bestiame (bestiame da macello?). A scuola vedo ragazzi responsabili, generalmente attenti alle regole e ansiosi di preservare il più possibile la salute dei loro cari e dei loro insegnanti, eppure è oggettivamente difficile e faticoso tenere la mascherina all’aperto, per strada, negli spazi antistanti agli istituti, a scuola, per ore e ore e ore. Inoltre, sappiamo tutti che essa è pienamente efficace solo se accompagnata da un adeguato distanziamento sociale. Ora, in tutta onestà, giudichi Lei dalle scene allegate, inviatemi tra ieri e oggi da ragazzi di Noicattaro, Rutigliano, Casamassima, Turi (ma so che la situazione è più o meno pericolosamente identica ovunque), se si stia davvero garantendo la salute pubblica. La prego, La imploro, La supplico ancora una volta di aggiungere corse alle linee di pullman nonché vagoni ai treni del territorio pugliese, in orario scolastico, di spingere per l’assunzione di controllori che indirizzino i giovani al rispetto delle regole e ne verifichino l’applicazione: presto emergerà che, dalle nostre parti, il contagio si sparge soprattutto per queste vie e allora in tanti dovranno fare i conti con la propria coscienza e le proprie responsabilità. “Sedermi a scuola a leggere libri insieme a tutte le mie amiche è un mio diritto. (…) Anche se avevamo sempre amato la scuola, non ci eravamo resi pienamente conto di quanto fosse importante l’istruzione prima che i talebani cercassero di togliercela. (…) era il nostro futuro” (Malala Yousafzai). Attendo fiduciosa un suo cortese riscontro e colgo l’occasione per augurarLe un buon lavoro”.

Prof.ssa Luisa Brattico

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