Home Cronaca Foggia, “Operazione Rodolfo”, in carcere 3 esponenti di spicco del clan Moretti – Pellegrino”
Moretti - Pellegrino

Foggia, “Operazione Rodolfo”, in carcere 3 esponenti di spicco del clan Moretti – Pellegrino”

da da Redazione

 Moretti - PellegrinoIeri mattina la Squadra Mobile di Foggia e il Nucleo di Polizia Economico- Finanziaria – G.I.C.O. di Bari, in collaborazione con il Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza, hanno eseguito un “ordine di carcerazione”, emesso dalla Procura di Bari, nei confronti di 3 pregiudicati: A.V.P., soprannominato, “Capantica”, 68 enne, storico boss del clan mafioso “Moretti – Pellegrino”, condannato a scontare la pena residua di 6 anni, 7 mesi e 26 giorni di reclusione, G.R., 40 anni, braccio destro del capo clan Pellegrino, condannato a scontare la pena residua di 3 anni e 6 mesi di reclusione, G.C., 45 anni, fiduciaria del boss Francavilla, condannata a scontare la pena residua di 3 anni, 1 mese e 15 giorni di reclusione. L’ordinanza di carcerazione per i 3 malavitosi, rappresenta l’epilogo di complesse investigazioni coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari messa in campo nella “Operazione Rodolfo”, a seguito delle quali il G.I.C.O. di Bari e la Squadra Mobile di Foggia, il 4 aprile 2016, avevano dato esecuzione a misure cautelari personali emesse dal G.I.P. del Tribunale di Bari nei confronti di 11 persone vicini ai clan “MORETTI – PELLEGRINO” e “SINESI – FRANCAVILLA”, perché gravemente indiziati di estorsione aggravata dal metodo mafioso. In tale circostanza è stato altresì eseguito – unitamente allo S.C.I.C.O. della Guardia di Finanza – il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, di beni immobili e mobili nella disponibilità degli indagati per un valore complessivo stimato di oltre 700.000 euro. In particolare, le articolate attività investigative hanno permesso di accertare e documentare come i clan in questione avessero sotto lo schiaffo, imprenditori operanti nell’indotto (servizi e logistica) di un settore strategico per l’economia dauna, relativo alla produzione e trasformazione alimentare dei prodotti dell’agricoltura. Le estorsioni riscontrate, per le quali i personaggi condannati in via definitiva hanno svolto un ruolo di primo piano, hanno riguardato non solo la forzata elargizione mensile di somme di denaro a vantaggio dei “vertici” delle cosche, ma anche l’assunzione di soggetti “vicini” alle compagini malavitose che – pur percependo regolarmente lo stipendio mensile – non svolgevano, di fatto, alcuna attività lavorativa.

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