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Covid e Immuni, un binomio imprescindibile (?), “No, un dovere morale”

da Elvira Zammarano

Tanti “no” e tanti “forse” e una discreta quantità di “sì”. Intanto il Governo incentiva la campagna di sensibilizzazione verso l’utilizzo della (discussa) App per il tracciamento dei positivi al Covid.

Sarebbero ancora tante le persone, i dati parlano di 6,7 milioni, che ancora, non hanno scaricato la famosa Immuni. I motivi sono da ricercare nel timore che il tracciamento possa estendersi anche alla sfera personale e più intima della persona, fino al non possedere uno smartphone adeguato.  Ma il ministro della Cultura Dario Franceschini, insiste, “Scaricate Immuni, è un dovere morale verso gli altri”. Sulla questione è tornato anche il premier Giuseppe Conte, promuovendo una iniziativa, dal 5 all’11 ottobre, che ha coinvolto tutta l’informazione quotidiana e periodica su carta e online. Alla campagna,”hanno aderito tutte le testate giornalistiche, pubbliche e private”, ribadisce, perché si tratta di “un obbligo morale partecipare a questo programma. I dati restano anonimi, la geolocalizzazione è disattivata”. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, annuncia un plauso a tutte quelle testate che nel week end inviteranno i cittadini a scaricare Immuni.

La Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG) non è rimasta insensibile all’appello e attraverso il suo presidente, Andrea Riffeser Monti, fa sapere che “L’informazione quotidiana e periodica su carta e online promuove l’utilizzo dell’app Immuni e conferma il proprio ruolo di servizio al pubblico, invitando a comportamenti attivi e virtuosi i lettori”. Gli editori sono da sempre in trincea con “una importante attività di contrasto alla pandemia con notizie corrette, verificate e attendibili”, ora lo saranno “anche per svolgere una fondamentale funzione di strumento di formazione di cittadini attivi e responsabili”.

Anche Andrea Martella, sottosegretario all’Editoria, ribadisce che “la stampa possa essere di aiuto nell’ampliare la platea dei cittadini dotati di questo strumento tecnologico ai fini della prevenzione del rischio da contagio. Siamo a un punto cruciale nella battaglia contro il coronavirus e dotarsi di questa app significa tenere lontano anche il rischio di nuove restrizioni che impatterebbero negativamente sul Paese proprio mentre sta ripartendo”.

Ma non mancano le voci dei dissidenti, come quella del capogruppo FdI alla Camera, Francesco Lollobrigida, che con il suo “Io non scarico proprio nulla”, taglia corto, chiedendo piuttosto “informazioni puntuali sulla condotta e sulle azioni del governo proprio in materia di trasparenza e responsabilità”. Intanto da Palazzo Madama, il capogruppo Pd Andrea Marcucci replica, “La battaglia contro il coronavirus, facciamola insieme, maggioranza e minoranze. Scaricare l’app Immuni è avere nel proprio telefonino uno strumento di protezione in più”.

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