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Reddito di cittadinanza

Conte cambia il volto al Reddito di Cittadinanza, vediamo come

da Francesco Tesoro

Il premier Conte, interpellato sul Reddito di Cittadinanza, ha dichiarato che è ancora lontano dagli obiettivi che riguardano  il reinserimento lavorativo di chi ne usufruisce.

Secondo il Conte, il progetto di inserimento nel mondo del lavoro collegato al Reddito di Cittadinanza ci vede ancora indietro, e dopo aver avuto due incontri con i ministri competenti, si sta decidendo di creare un network nazionale che possa offrire un processo di formazione e riqualificazione ai lavoratori, che ne hanno bisogno. Si prevede la sua attuazione già dai primi mesi del 2021.

Il network inteso da Conte, garantirebbe anche un controllo più efficace sui reali beneficiari, mettendo in comunicazione costante tutti i sistemi regionali dei centri per l’impiego con un unico centro nazionale. Questo migliorerebbe il monitoraggio sulle offerte di lavoro proposte ai percettori, potendo anche verificare chi rifiuta le offerte, perdendo così di diritto l’aiuto. Infatti, la norma sul Reddito di Cittadinanza stabilisce che perde l’assegno chi rifiuta una delle tre offerte di lavoro congrue ricevute.

Secondo i dati rilevati dal sistema di monitoraggio del ministero del Lavoro, al 7 luglio 2020, i percettori del Reddito di Cittadinanza che hanno sottoscritto il patto per il lavoro e lo  hanno poi effettivamente trovato, sono solo il 22%, mentre i beneficiari che hanno iniziato un rapporto di lavoro, sempre allo scorso 7 luglio, sono 196 mila, di cui, 100 mila ancora attivi.

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