Home Lavoro La rabbia di Tridico, “Lo stipendio? Nulla da chiarire, non mi dimetto”

La rabbia di Tridico, “Lo stipendio? Nulla da chiarire, non mi dimetto”

da Francesco Tesoro

Tempi duri per il numero uno dell’Inps, Pasquale Tridico. Professore di economia all’UniTre di Roma, lanciato in politica dal ministro Di Maio alla vigilia delle elezioni del 2018.

Oggi, Tridico è al centro di una vicenda dai contorni ormai incontenibili e tutti da chiarire. Lo spropositato e indecente aumento di stipendio, visti i ritardi dei sussidi promessi a tante persone, ancora in attesa, ha fatto davvero eco. E annuncia che per lui non c’è nulla da chiarire, poiché è stato già chiarito tutto nel comunicato rilasciato dalla Direzione dell’Inps: nessun arretrato è stato corrisposto in seguito all’aumento di stipendio da 62 mila a 150 mila euro lordi, disposto dal precedente Governo con un decreto interministeriale. L’aumento di stipendio, come ha chiarito una nota del ministero del Lavoro e come Tridico stesso ha sottolineato, decorre dal 15 aprile 2020, e non è interpretabile come decorrente dalla nomina a presidente dell’Inps in data il maggio 2019. Sulla base di queste citazioni della direzione del personale Inps e del ministero del Lavoro, Tridico ritiene che il caso non sussiste. Primo, non c’è mai stata retroattività in quanto, sostiene, con la costituzione del consiglio di amministrazione, lui ne è diventato presidente, il 15 aprile scorso. Secondo, nessuno dall’Inps, ha mai disposto il pagamento di arretrati a suo favore. E questo dovrebbe bastare per ritenere chiusa la questione. Ma sarà così? Di Maio, intanto, ha detto pubblicamente di non aver perso la fiducia nel presidente dell’Inps, ma il giorno prima aveva sorpreso tutti affermando di aver chiesto chiarimenti sulla vicenda.

 

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