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Il diritto allo studio? Anche questa è un’emergenza

da Francesco Tesoro

Università, pochi soldi, e sempre alle più “ricche”. Forti  perplessità sul diritto allo studio che diventa vera e propria emergenza

L’emergenza Covid ha ulteriormente peggiorato la graduatoria che vede l’Italia all’ultimo posto tra i 28 Paesi dell’Ue per risorse alle Università. Il dopo Gelmini, è stato sempre fonte di investimenti,  ma solo per le Università già “ricche”. Le più  penalizzate,  neanche a dirlo, quelle del Sud. Sarebbe invece stato utile dotare tutti gli Atenei del nostro Paese di risorse straordinarie, per garantire, specie in questo momento, una riapertura in sicurezza di Scuole e Università e per ridurre il rischio di rinuncia agli studi. Un esempio concreto sarebbe stata la riduzione delle tasse, di cui milioni di studenti ne avrebbero usufruito, garantendosi così quel diritto allo studio, che col passare del tempo diventa meno “diritto” e sempre più prerogativa delle persone ricche. Per quest’anno, il Fondo di finanziamento ordinario delle Università è di 7,8 miliardi di euro e, per molti Atenei, non ci sono neanche le risorse straordinarie necessarie per gestire l’emergenza sanitaria. Bisognerebbe cambiare passo e direzione, rilanciando  il sistema nazionale universitario con maggiori investimenti e maggiore  attenzione a tutte le tematiche dell’istruzione. Soprattutto bisognerebbe partire da una diversa e più equa logica distributiva, affinchè il sacrosanto diritto allo studio rimanga tale.

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