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La Scuola riparte, ma i Sindacati vogliono più trasparenza e i dati ufficiali

da Elvira Zammarano

La conferenza nazionale indetta stamattina da GILDA, CISL, UIL, SNALS e FLC CGIL –  le  sigle sindacali più rappresentative della Scuola – ha fatto luce sulla complessa situazione della riapertura.

Scuola Rino di Meglio

Rino Di Meglio – Segretario nazionale Gilda degli Insegnanti

Una riapertura a macchia di leopardo, si è detto, dovuta non solo alle prossime elezioni, ma, soprattutto,  alla drammatica “impreparazione” in cui moltissime scuole si trovano. Più volte, e univocamente, è stata ribadita la questione banchi, di cui non tutti gli istituti sono stati ancora forniti, quella delle carenze strutturali dovute all’annoso taglio operato nel tempo dai diversi Governi che si sono succeduti, ma i temi prevalenti su cui i segretari nazionali si sono confrontati sono stati il precariato, il reclutamento dei docenti e la fragilità degli organici.

Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, pur esprimendo piena soddisfazione per l’avvio del nuovo anno scolastico in presenza, “perché – dice – quella a distanza non è altro che un surrogato”, non nasconde il suo disappunto per il ritardo con cui le necessità della scuola, sono state affrontate, “Da mesi denunciamo i problemi organizzativi relativi alla ripresa delle attività didattiche in presenza, ma siamo rimasti inascoltati e così i ritardi si sono accumulati. Ciò che continua a mancare è la trasparenza sui numeri sulle immissioni in ruolo, perché il sindacato può dare proiezioni, ma è il Ministero dell’Istruzione a dover fornire i dati ufficiali”.

Inoltre, aggiunge Di Meglio, “Abbiamo segnalato più volte la necessità, che si fa sempre più urgente, di metterci a un tavolo di lavoro sul reclutamento dei docenti. Ad oggi mancano 200 mila insegnanti di ruolo e ciò significa che non possiamo garantire stabilità e continuità didattica ai nostri studenti. Siamo disponibili al dialogo e colgo l’occasione per ricordare che il Decreto scuola prevede l’apertura della contrattazione sulla didattica digitale integrata sulla quale siamo ancora in una fase di stasi”.

E ribadisce, “Sono soprattutto le scuole secondarie di secondo grado a soffrire la mancanza di spazi e di docenti, come dimostra il fatto che soltanto il 40% degli studenti ha ripreso le attività didattiche completamente in presenza. Risultano, dunque, urgenti interventi sulle strutture e gli organici”. Infine, dice, “Per quanto riguarda i concorsi, si ripropone l’annoso problema delle commissioni: per i docenti che ne fanno parte non si prevede l’esonero dalle attività didattiche né compensi dignitosi. Per non parlare dei meccanismi che restano sempre farraginosi”. Dunque, conclude, “Per avere i vincitori in cattedra dovremo inevitabilmente attendere il prossimo anno scolastico”.

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