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Scuola, Un vademecum per la riapertura e punizioni per gli inosservanti

da Elvira Zammarano

La scuola riapre, ma la partenza si preannuncia difficile. Le segreterie sono bollenti, i Dirigenti scolastici “intoccabili e inavvicinabili”, il personale Ata indaffaratissimo e i Docenti sempre più soli ed emarginati.

La maggior parte delle scuole per gli incontri  collegiali e di dipartimento, ha optato,  prudenzialmente, per collegamenti in remoto. Altre – poche per la verità – hanno scelto, nonostante la criticità, le attività in presenza. Però, per tutte, salvo ripensamenti dell’ultimo minuto, varranno le identiche regole varate dal Comitato Tecnico Scientifico nazionale.

Per le mascherine –  obbligatorie dai 6 anni in su – dovranno indossarla tutti, Docenti, studenti e Ata, in entrata, in uscita e se si è costretti a muoversi nei corridoi. In classe si potranno togliere, ma solo se Docenti e studenti rimarranno al proprio posto, ovvero, secondo la normativa. Durante la ricreazione i ragazzi dovranno indossarla, ma per consumare la merenda, dovranno necessariamente toglierla e quindi saranno obbligati a stare seduti. Si stanno ipotizzando finanche misure “coercitive” (da 1 a 3 giorni di sospensione, alle interrogazioni battenti per l’intera settimana) per indurre i giovani trasgressori, ovviamente delle secondarie di 1 e 2 grado, a seguire fedelmente le indicazioni.

Per quanto riguarda i banchi, la scuola italiana, attraverso vari sistemi di acquisizione messi in campo dal Governo, si sta attrezzando con i famosi “monouso”. Ne saranno dispensati sul territorio  nazionale circa 2,4 milioni.

Ogni scuola, in base alla propria autonomia, adotterà “ingressi personalizzati”, da quelli scaglionati ai doppi turni. In ogni caso, i Dirigenti, dopo aver richiesto ripetutamente e cautelativamente per loro, lo scudo penale, assicurano che la sicurezza sarà garantita, poiché la parola d’ordine è e dovrà rimanere “zero assembramenti”.

L’unica (?) nota dolente sono i trasporti. Anche per questi verrà garantita la massima sicurezza, ma con le opportune limitazioni. Oltre alle mascherine da indossare sempre, sui mezzi di trasporto non potrà salire più dell’80% dei passeggeri rispetto al limite consentito.

Prima di uscire di casa, personale scolastico e studenti, dovranno obbligatoriamente misurare la temperatura corporea. Poche linee di febbre (37.5) saranno sufficienti per interdire l’ingresso a scuola a tutti. In questo caso, si dovranno informare il pediatra o il medico di base che provvederà a formulare una diagnosi e, ove necessario, a richiedere il tampone. Sulla misurazione della temperatura a domicilio si sono alzate diverse voci “dissidenti” che vorrebbero, invece, demandare alla scuola (anche) tale compito. Molte Regioni stanno già andando verso questa direzione con l’utilizzo dei termoscanner posizionati agli ingressi degli Istituti.

Nel frattempo, Asl e medici di famiglia sono stati muniti dei kit sierologici per effettuare i test ai Docenti e agli Ata, che potranno aderire o meno ai controlli, così come su base volontaria sarà la disponibilità dei medici ad effettuarli.

Infine – si fa per dire -, sono state già pubblicate le linee guida per la Didattica Digitale Integrata, “Qualora – spiegano dal  MIUR – si rendesse necessario sospendere nuovamente le attività didattiche in presenza a causa delle condizioni epidemiologiche contingenti”. In questo caso, entrerà nuovamente in gioco la Didattica a Distanza.

E’ bene ricordare che il Governo ha protratto lo stato di emergenza fino al 15 ottobre, dunque non ci resta che incrociare le dita, e pensare, senza voler essere irriverente nei riguardi di Quasimodo,  “Ed è subito… notte”.

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