Home Cronaca Bari, Autista AMTAB aggredito, per il segretario Faisa Cisal, Mongelli, “Basta solidarietà a vittime, ora servono fatti”
Aggressione autista amtab

Bari, Autista AMTAB aggredito, per il segretario Faisa Cisal, Mongelli, “Basta solidarietà a vittime, ora servono fatti”

da Elvira Zammarano

Dopo Foggia, Torino, Napoli e Taranto, ancora un’aggressione, questa volta a Bari, ai danni di un autista dell’azienda AMTAB, colpito ripetutamente al volto dal pregiudicato 42enne Gianluca Schiavoni, con schiaffi, pugni, calci e una bottiglia. È accaduto stamattina a bordo del bus linea 2, nei pressi del lungomare Crollalanza. L’autista prontamente soccorso, è stato medicato all’ospedale per le profonde ferite al volto. Il 42 enne, pregiudicato, è stato invece  fermato da una pattuglia dei carabinieri del Nucleo Radiomobile. Secondo le prime indiscrezioni l’aggressione sarebbe nata dal rifiuto dell’autista a far salire il 42 enne dall’accesso anteriore del bus, che secondo la normativa anticovid, deve essere inaccessibile.

“E’ l’ennesimo episodio che purtroppo ci conferma quanto andiamo dicendo da tempo – ribadisce Luigi Minafra, sindacalista Filt-Cgil – avremmo voluto più presenza, non dico sui mezzi, ma almeno alle fermate, o una figura come quella dei poliziotti di quartiere. Noi dipendenti Amtab, ormai, usciamo di casa dicendo ai nostri familiari che non sappiamo se torneremo, e in che condizioni torneremo. Questi episodi bisogna prevenirli, azienda e istituzioni hanno il dovere di attivarsi”.  Per il Segretario Generale della Faisa Cisal Mauro Mongelli , “Questi vili accadimenti, ma anche la colpevole indifferenza che si sta’ ingenerando rispetto a questi episodi, stanno trasformando i treni, metro, bus e stazioni in teatro di gravi atti di violenza che, oltre a compromettere la sicurezza e la serenità di chi viaggia e di chi lavora, creano la percezione di profondi disagi ed un generale senso di insicurezza del servizio offerto. E’ inaccettabile – ribadisce Mongelli – che il personale ‘front line’ debba continuare a subire angherie e violenze, non possiamo permettere che si consolidi la falsa convinzione che sui mezzi di pubblico trasporto si possa agire indiscriminatamente restando impuniti pena la diffusa quanto mai errata percezione che quei luoghi non sono più presidi di sicurezza”. Così come “Non’ è più sufficiente la sola solidarietà per le vittime, servono atti, azioni al fine di mettere concretamente in atto soluzioni volte a ridare serenità ai lavoratori e ai viaggiatori, anche attraverso la costituzione di un tavolo nazionale permanente che non sia solo di osservazione del fenomeno in questione, ma anche di contrasto con azioni appropriate”. “Inoltre – conclude il segretario – sarebbe auspicabile da parte delle aziende, quale segnale tangibile di difesa dei propri dipendenti e dei beni aziendali, innanzitutto costituirsi parte civile nei confronti degli aggressori”.

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