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Scuola uguale Caos: a settembre si ricomincia (?). Sì, ma come?

da Elvira Zammarano

Doppio interrogativo per una questione che dopo tanti mesi di sospensione, avrebbe dovuto essere risolta per rassicurare le tante famiglie italiane, il personale scolastico e gli studenti, che si apprestano a varcare l’uscio delle scuole a metà settembre. Ma, così, non è. Si brancola ancora nel buio, tra protocolli avviati, smentiti e riformulati e sull’italico ritornello sempre in voga, del “A chi tocca e cosa tocca”. Sul chi dovrà riaprire in caso di chiusura e sul chi dovrà gestire l’eventuale contagio. In ballottaggio, per ora, ci sono medici di famiglia e incaricati Asl, con il ruolo di coordinare una eventuale emergenza sanitaria scolastica. La stranezza, non è ovviamente la preoccupante condizione di pandemia relativa alla scuola, che c’era e c’è, quanto piuttosto la mancanza assoluta, dopo tanti mesi di stop e a pochi giorni dalla riapertura dei battenti, di linee guida rassicuranti. Lo stesso Sileri, vice ministro alla salute, ribadisce,”Dal punto di vista sanitario dobbiamo essere rigidi, ma le scuole devono ripartire. Ci aspettiamo un aumento del numero dei contagi e dei focolai però con il virus dobbiamo convivere”. E sulla polemica dei Presidi aggiunge, “Per quanto riguarda le loro responsabilità legali, a mio parere ci dovranno essere degli sgravi, va fatta una discussione da cui emerga qualcosa di chiaro. In ogni caso, sottolinea, “Se in una classe qualcuno risultasse positivo al Coronavirus, dovranno essere fatti i controlli a tutti. Potrebbe scattare una chiusura temporanea, ma poi la scuola riapre”.
Intanto dal Miur fanno sapere, “Sta purtroppo girando una grave fake news su cosa accade quando si deve gestire un alunno che, all’interno dell’istituto scolastico, mostra sintomi compatibili con l’infezione da Covid-19. Si arriva a sostenere che ai genitori non sarà permesso di prelevare i propri figli e che questi saranno affidati all’autorità sanitaria. Niente di più falso ovviamente. Invece, si sottolinea l’urgenza al ritorno, il prima possibile, al proprio domicilio e ad attivare i necessari protocolli sanitari per la sicurezza di tutti”.

Così come è vera la notizia  della stesura di un  protocollo, stipulato tra Regioni e Asl che, prevede la somministrazione di test molecolari immediati, in caso di contagio a scuola. Per intenderci, quelli utilizzati in questo momento nei nostri aeroporti per i vacanzieri di ritorno. Un modo (forse) per tranquillizzare famiglie, personale scolastico e dirigenti.

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