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Scuola chiusa per covid

Scuola, riapertura a settembre, avverte Ricciardi, “Non è scontata”

da Elvira Zammarano

Tra le pressioni dei Dirigenti scolastici che, ragionevolmente, rivendicano una riduzione delle loro responsabilità penali sul  piano dei contagi nei loro Istituti, alimentata anche dal ritardo della consegna dei banchi a “rotelle” – utili al distanziamento – a cui si dovrebbe far fronte con le mascherine e l’impennata dei contagi, la riapertura delle Scuole italiane sembrerebbe fortemente a rischio. A precisarlo è Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza, che avverte, “Tutto dipenderà dal comportamento responsabile delle persone”.
Con la nuova ondata di contagi, molti dei quali “importati” dall’estero dai vacanzieri di ritorno, la situazione sul fronte della Scuola si fa sempre più  incandescente. “La problematicità è diffusa su tutto il territorio nazionale – spiega ancora Ricciardi – non c’è nessuna zona che parte avvantaggiata o svantaggiata. Tutto dipenderà dalla capacità che avranno i territori e le autorità sanitarie di intercettare e circoscrivere i focolai. Naturalmente, ogni sviluppo futuro dipenderà soprattutto dal comportamento delle persone”. “Forse – conclude – le uniche Regioni ancora svantaggiate dalla situazione precedente sono la Lombardia, il Veneto e, in parte, l’Emilia Romagna. Queste tre Regioni continuano ad avere dati peggiori rispetto al resto d’Italia”.
Intanto, il Miur, a tutela dei Presidi, avrebbe predisposto il ruolo del medico competente Asl, da contattare per ogni possibile dubbio o timore o, nell’eventualità della gestione di un contagio  all’interno della Scuola. Per il presidente dell’Associazione Nazionale Presidi, Antonello Giannelli, è polemica, “Abbiamo passato l’estate a mappare tutti i locali scolastici per capire i distanziamenti e ora ci vengono a dire che in mancanza dello spazio necessario basterà la mascherina? Se non ci consegnano i banchi è evidente che il distanziamento non si potrà fare. È chiaro che il banco distante un metro e la mascherina sempre indossata sono due misure molto diverse. Anche in ragione di questo è necessario che nel prossimo decreto il governo inserisca una nota che sgravi dalla responsabilità penale per i contagi i presidi delle scuole purché applichino il protocollo sanitario”.
Non la pensa così Vittorio Manes, ordinario di Diritto Penale all’Università di Bologna, il quale sostiene che i Dirigenti scolastici non dovrebbero correre rischi, “Se fanno rispettare i protocolli esistenti con “giudizio”, dovrebbero essere al riparo da eventuali responsabilità. In ogni caso per imputare qualcosa al dirigente dovrebbe essere dimostrato che il contagio è avvenuto per una specifica negligenza al di là di ogni ragionevole dubbio. Aspetto sempre difficile da ottenere. Forse si sarebbe potuto limitare i casi di responsabilità solo di fronte ad una colpa grave”.
Nel frattempo, oltre alla figura del medico competente Asl, si sta pensando ad un ulteriore protocollo da condividere con le Regioni, per gestire eventuali focolai e le cosiddette quarantene di gruppo all’interno delle Scuole. Non si esclude per questo l’utilizzo dei test molecolari e la realizzazione di un locale specifico ove isolare, nel dubbio e nell’immediato, eventuali casi positivi tra il personale scolastico e studentesco. Mentre la chiusura della Scuola, ove necessario, sarà determinata dalla Asl di competenza.

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