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Covid in un libro

“Vietato morire: in guerra con il coronavirus”, di Gaia Agnelli e Cristina Iule, in ricordo di Nadia

da Alessia de Nichilo

Vietato morire: in guerra con il coronavirus” si intitola così il libro che Gaia Agnelli 22 anni, aspirante giornalista, e sua madre Cristina Iule 55 anni, giornalista, hanno scritto a quattro mani. Due diverse generazioni che si confrontano attraverso la perdita di una persona cara. Gaia racconta come, questo libro, sia stato un modo per dare l’ultimo saluto a sua nonna Nadia, non avendo avuto modo di salutarla di persona per l’ultima volta, “per renderla immortale, per far sì che il suo nome rimanesse per sempre su carta stampata”.
Durante un periodo storico già critico di per sé a causa del Covid, il 24 marzo 2020 la nonna di Gaia e mamma di Cristina, viene a mancare. Vittima diretta o indiretta del virus? La morte della donna si attribuisce a cause naturali, tuttavia, se pur indirettamente, Nadia come molti altri anziani, rimane sempre una vittima del Covid. Ed è proprio a tutti coloro che sono morti nell’oblio, che va il pensiero di Gaia e Cristina.
La casa di cura che ospitava Nadia, aveva chiuso le visite parentali già da un mese circa, e per questo motivo Gaia e sua mamma Cristina non sono potute rimanerle accanto fino alla fine. Questa condizione, racconta Gaia, “non ci ha permesso di elaborare la perdita. E’ stato davvero difficile per noi”.
Poi, la decisione di raccontare come il Covid, attraverso la cosiddetta “strage dei nonni” abbia ucciso una intera generazione, fatta di memoria, di storia. Il libro si divide in due parti: nella prima vi è una descrizione di tutti gli avvenimenti, come gli italiani hanno vissuto il Lockdown, i dati  dei contagi e dei decessi. La seconda, si fa pian piano più personale: inizialmente, parla di Gaia, poi di Cristina ed infine dell’88enne Nadia. Racconta tre diversi punti di vista, tre generazioni, con diverse emozioni e sensazioni, in cui Gaia e Cristina hanno provato a dar voce anche agli ultimi pensieri di Nadia e  alle sue impressioni.
“Sicuramente ci saranno imperfezioni, qualche refuso sarà sfuggito, ma non ci siamo avvalse dell’aiuto di alcuna casa editrice”, ha rivelato Gaia. “La foto di copertina l’ho scattata io, mentre camminavo per la città: ho visto questo palazzo sul quale c’erano tante bandiere dell’Italia. Il cielo nuvoloso di quel giorno, impreziosiva lo scatto e lo rendeva perfetto per ciò che volevo rappresentare. Mentre i balconi con le bandiere tricolori, per me, erano il simbolo della quarantena ma, soprattutto, esprimevano la volontà di un popolo unito nel volerla superare”.
Il libro è stato auto pubblicato con Amazon sia in versione cartacea, che in formato Kindle.

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