Home Cronaca Regione Puglia, Tangenti per opere di mitigazione rischio idrogeologico, la Procura avvia le indagini
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Regione Puglia, Tangenti per opere di mitigazione rischio idrogeologico, la Procura avvia le indagini

da Elvira Zammarano

Alcune società foggiane avrebbero pagato tangenti per aggiudicarsi appalti di opere di mitigazione del rischio idrogeologico sul territorio pugliese. La Guardia di Finanza  di Bari, coordinata dal pm Claudio Pinto della locale Procura, ha eseguito nei giorni scorsi una serie di perquisizioni negli uffici della Regione Puglia e di alcuni progettisti e imprenditori delle società che hanno partecipato alle gare, nelle cui abitazioni sarebbero state sequestrate anche diverse somme di danaro in contanti. Sotto la lente degli inquirenti, in particolare,  un’opera da 835mila euro riguardante la zona del cimitero e della ex discarica comunale di Celle San Vito, che nel 2018 aveva ricevuto il via libera per circa 780mila euro.

Secondo le prime indiscrezioni della Procura, Pinto indagherebbe per ipotesi di concorso in corruzione e turbativa  degli incanti. Al vaglio dei magistrati i computer e i cellulari di due funzionari dell’assessorato ai Lavori pubblici responsabili del procedimento di appalti affidati a due società del foggiano. Le indagini si sarebbero concentrate, in particolare, sul legale rappresentante e il progettista della società che ha vinto alcune gare e il commissario delegato al dissesto idrogeologico, Elio Sannicandro, direttore generale della Agenzia regionale strategica per la sviluppo ecosostenibile del territorio, anche se la sua posizione, ad oggi, sembrerebbe marginale.

Si precisa, infatti, che il funzionario regionale, non avrebbe mai avuto contatti con il titolare dell’impresa accusato di aver pagato le presunte tangenti, e di aver firmato le aggiudicazioni (sospette) degli appalti solo a procedura ultimata, ovvero prima della sua nomina (in corso).

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