Home Cronaca Bari, Estorsioni al San Paolo, arrestati gli autori e ora anche il mandante

Bari, Estorsioni al San Paolo, arrestati gli autori e ora anche il mandante

da Elvira Zammarano

Si tratta del 33 enne Donato Telegrafo, arrestato lo scorso 22 luglio dai carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia San Paolo, con l’accusa di essere il mandante dell’estorsione compiuta ai danni di una impresa edile, impegnata in lavori di ristrutturazione di alcune palazzine  popolari nel quartiere San Paolo di Bari. Nell’ambito della stessa inchiesta, erano già finiti in carcere il 37 enne Gianluca Losurdo e, a novembre scorso, colti in flagranza di reato, anche il 31 enne D.L. e il 26 enne S.M.

Il cerchio si è dunque chiuso intorno al gruppo criminale che, da tempo, esercitava pressioni estorsive aggravate dal metodo mafioso ai danni di imprenditori e commercianti del posto, oltre alla detenzione e allo spaccio di droga (durante l’arresto Losurdo fu trovato con 30 g di cocaina). Sempre nello stesso arco di tempo, i militari di Bari San Paolo, coordinati dalla Procura Distrettuale Antimafia di Bari, hanno eseguito altre 13 misure restrittive in carcere a carico di altrettanti soggetti vicini  al clan  Striusciuglio, per estorsione aggravata dal metodo mafioso, detenzione e spaccio di stupefacenti e detenzione di armi. I criminali avrebbero perseguitato i titolari di diverse attività commerciali tra il San Paolo e Santo Spirito e un consulente finanziario. I Carabinieri hanno sequestrato anche il bottino degli arrestati,  due pistole semiautomatiche, una mitraglietta e un cospicuo munizionamento, 400 gr. di cocaina, 30 di hashish, denaro contante (15 mila euro) ed una motocicletta di ingente valore.

Per i militari un ulteriore successo che ha permesso di liberare onesti lavoratori dalla morsa della criminalità organizzata. Molte situazioni risultano ancora sommerse, ciò sarebbe dovuto alla scarsa informazione, se non addirittura alla disinformazione , come nel caso di una nota pizzeria, sempre del quartiere San Paolo, che i titolari avrebbero chiuso per trasferirsi altrove, in quanto stanchi di subire estorsioni e intimidazioni, nonostante avessero più volte denunciato. In realtà il trasferimento degli esercenti  sarebbe stato volontario e no, soggetto ad alcuna intimidazione. Voci ingannevoli e prive di fondamento messe in giro per accreditare alla criminalità organizzata un potere che, di fatto, non ha.

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