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Scuola, “Basteranno gli eroi? No, se si continua così”

da Rossella Tirico

Per combattere il COVID-19, per affrontare la pandemia, per imparare a gestire la situazione emergenziale basteranno gli eroi? A partire da medici ed infermieri e per tutti coloro che nel periodo del lockdown hanno dovuto reinventare il proprio lavoro  imparando nuove modalità  di relazione e procedure,  anche nella scuola ci sono stati gli “eroi”. Eroi sono coloro che sanno sopportare con spirito di resilienza e che eseguono fino in fondo il loro compito al di là di orari e gratificazioni. Ed è così che ha lavorato la maggior parte del personale della scuola, compresi  i Dirigenti Scolastici (Ds). Questi ultimi però non dal mese di marzo 2020, ma da anni ed orientativamente, sin  dal’inizio del terzo millennio per effetto del DM 292/96 Individuazione del datore di lavoro negli uffici e nelle istituzioni dipendenti dal Ministero della Pubblica Istruzione, ai sensi dei decreti legislativi n. 626/94 e n. 242/96. Per questo i Ds sono stati progressivamente individuati  come responsabili delle relazioni sindacali, della sicurezza, della privacy, della trasparenza, dell’efficacia ed efficienza del servizio scolastico,  (come  anche da D.Lvo 165/2001),  supervisori di atti contabili ed amministrativi, delle comunicazioni della scuola, dei  siti web e non ultima dell’organizzazione curriculare e didattica. Per arrivare ad oggi, momento di  situazione emergenziale in cui il Ds diventa anche responsabile delle condizioni igieniche e della salute dell’utenza e del personale intero con ulteriori conseguenze civili e penali a suo carico.

Tante responsabilità a fronte di una retribuzione notevolmente inferiore a quella di tutti gli altri dirigenti delle P.A. dello Stato, nonostante gestisca più personale ed abbia centinaia di utenti a cui deve rapportarsi quotidianamente. Per di più annualmente si è sottoposti all’umiliazione della possibile restituzione di somme già percepite spesso relative alla retribuzione annuale di risultato, perché sovente il MEF dichiara incapienza del  F.U.N. (Fondo Unico Nazionale per questa retribuzione)  o chiede recupero di somme. Somme tra l’altro già percepite e sottoscritte contrattualmente tra le parti sindacali. Così tra proteste ed indignazioni si consuma il balzello tra gli Enti dello Stato ed i Dirigenti scolastici. Quest’anno per evitare una drastica diminuzione della retribuzione di risultato dei presidi, che costituisce parte del compenso ad essi spettante contrattualmente,  è stato incrementato il F.U.N. di 13 milioni di euro e qualche politico ha già gridato allo scandalo di possibili aumenti stipendiali o chiede di “vederci chiaro”, ma credo che l’unica chiarezza di cui avrebbe bisogno riguarda la capacità di comprensione del testo (come  stabilito dagli obiettivi  INVALSI per i ragazzi della terza secondaria di primo grado), tanto per comprendere che non si tratta di aumenti, ma di somme a garanzia di quanto già stanziato contrattualmente. Ma non ci meraviglia più il livello culturale e professionale di alcuni politici. Per combattere questa notizia che si aggiunge a tutte le altre  fake news sulla scuola  e per tutti i motivi legati  sia alla DAD che all’avvio del prossimo anno scolastico,  oggi, 14.07.2020 c’è stato un sit –in  regionale di protesta  promosso dalla UIL Scuola RUA Puglia dei Dirigenti scolastici a Bari, in via Castromediano, davanti all’USR. Relativamente all’avvio dell’a.sc. 2020-21 ci sono ancora molte incertezze, linee guida poco chiare e che in nome dell’autonomia scolastica e della funzione datoriale del Ds, hanno scaricato competenze, responsabilità ed azioni direttamente sulle scuole.  Perché non si tratta soltanto di calcolare “rime buccali” e vie di fuga, ingressi dedicati e comprare dispositivi di protezione ed informatici,  ma anche e soprattutto di prevedere comportamenti di alunni e genitori, organizzare orari garantendo il diritto allo studio, considerare tutti i momenti della vita scolastica che non sono statici, ma dinamici ed imprevedibili, organizzare nel dettaglio movimenti ed esigenze diversificate senza avere, tuttavia,  sicurezza degli organici , come ogni anno del resto!

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Si tratta di organizzare un servizio che richiede maggiore vigilanza senza i vigilanti, con presenza di meno alunni per classe, ma senza docenti sufficienti, un servizio igienico impeccabile, ma senza  una formazione adeguata del personale e senza supporto di personale  sanitario. Ed i fondi stanziati? Certo che abbiamo iniziato anche a  spenderli  e prima ancora di utilizzarli ed a volte di assumerli a bilancio e lo Stato e gli Enti preposti, ne stanno chiedendo la rendicontazione. Così si trascorrerà nelle scuole il mese di luglio ed agosto 2020, Ds, personale A.T.A. e qualche solidale docente collaboratore, tra acquisti di gel, mascherine, misurazioni, calcoli  e monitoraggi. Forse non saremo eroi come altre categorie lavorative  ma almeno lasciateci lavorare e forniteci gli strumenti giusti  e compensi equi senza denigrarci o umiliarci.

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