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“Il Covid è cosa buona, viene da Allah per purificare”, arrestato 38 enne barese residente a Milano

da Elvira Zammarano

Il 38 enne Nicola Ferrara, barese trapiantato al Nord e residente a Milano,  già “osservato” dai carabinieri del Ros per le sue tesi estremiste, è stato arrestato, oggi, per apologia e istigazione all’adesione all’Isis. L’uomo in una intercettazione durante la grave emergenza sanitaria causata dal Covid – che tanti morti ha causato proprio in Lombardia -, avrebbe pronunciato, lo scorso 27 marzo, frasi vergognose e inaccettabili del tipo, “(Il Covid) è una cosa di Allah, una cosa positiva” perché “la gente sta impazzendo” e per i non musulmani “tutto l”haram’ adesso è difficile farlo”.

L’haram per chi non conosce il significato è un termine che ricorre spesso nel linguaggio corrente dell’Islam ed è utilizzato nel diritto islamico. Ha a che fare sicuramente con la Religione, anche se il suo significato è più ampio. In determinate occasioni, può essere per esempio associato al nostro “Che peccato!”, ovvero, mi dispiace. Ma, di solito, è usato per esprimere il concetto di “illecito/proibito”, riferito a cosa ritenuta dalla religione islamica impura, in opposizione ad halal, che significa, invece, “lecito/buono”. Per questo dire “l’haram adesso è difficile”, significa che per i non mussulmani, la “purificazione dai vizi”, ora, non è possibile.

L’indagine, condotta dai PM, Alberto Nobili, Piero Basilone e Leonardo Lesti, che ha portato all’odierna ordinanza di arresto, firmata dal gip di Milano Guido Salvini, è stata avviata dal momento in cui l’uomo cominciò a frequentare con assiduità e zelo il centro culturale e di preghiera Al Nur, di via Chiarissimi a Milano, di orientamento sunnita. Ovvero, la corrente ortodossa più numerosa dell’Islam (90%), che si ritiene l’autentica erede della “sunna”, cioè della tradizione islamica. Più semplicemente, i sunniti (integralisti), sono coloro che si considerano  i veri, autentici interpreti del Corano.

In tale contesto, il barese Nicola Ferrara, secondo le indagini avrebbe esternato tesi fortemente estremiste rivolgendole, in particolare, a 2 minorenni che pregavano con lui nello stesso centro. E ciò che è emerso dal dipartimento antiterrorismo della Procura di Milano, guidato da Alberto Nobili.

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