Home Cronaca Smantellato il clan Pirrelli di Castellana, droga, armi e auto rubate, 6 arresti e numerosi sequestri
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Smantellato il clan Pirrelli di Castellana, droga, armi e auto rubate, 6 arresti e numerosi sequestri

da Elvira Zammarano

Intercettati, durante un inseguimento, ridevano divertiti affermando, impunemente, quanto il crimine per loro fosse un gioco. Un gioco, che per il clan Pirrelli di Castellana, dopo lunghe e farraginose indagini condotte dalla Procura barese, è terminato stanotte con 6 arresti –  5 in carcere e 1 ai domiciliari. I Carabinieri di Monopoli, in nottata, hanno, infatti,  eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, nei territori di Castellana Grotte, Trani ed in provincia di Livorno, a carico dei 6, emessa dal GIP di Bari, su richiesta della locale Procura. L’operazione, denominata “Eclissi”, ha impegnato 50 militari, il Nucleo Cinofili e lo Squadrone eliportato dei Cacciatori Puglia. L’accusa per tutti è di associazione armata finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione illegale di armi da fuoco, munizioni e ricettazione e resistenza a P.U.. Durante le perquisizioni, in una occasione, i carabinieri, oltre ad arrestare in flagranza di reato due soggetti, hanno sequestrato 465 g. di cocaina, 120mila euro in contanti e scoperto un grosso deposito di auto rubate.

Le complesse indagini, avviate nel 2018 dai carabinieri di Castellana, si sono avvalse di attività tecniche (intercettazioni telefoniche, ambientali e telecamere) e dinamiche  (servizi di pedinamento, perquisizioni e sequestri). Sono state proprio le intercettazioni, supportate anche dai collaboratori di giustizia, a fornire il modus operandi dei criminali. I quali, dopo l’acquisto di ingenti partite di cocaina la vendevano sulla piazza al prezzo fisso di € 80 a dose.

Gli ordini erano impartiti in modo meticoloso direttamente dal boss Franco Pirrelli, 41 enne. Era lui che decideva gli stipendi degli affiliati, sceglieva le basi logistiche ed operative del gruppo, dove, poi, sono state ritrovate le armi, la droga e il denaro. La sua leadership non conosceva limiti né interruzioni: il boss continuava ad impartire ordini perfino dal carcere attraverso la moglie, la 40enne, Barbara Palmisano. La donna era diventata, punto di riferimento per il gruppo, ma soprattutto portavoce del boss. L’altro soggetto implicato e canale di approvvigionamento era il 39enne Marco Pesce. L’uomo, elemento di spicco della criminalità di Putignano, riusciva a rifornire il clan con partite di cocaina da 1 kg, dal valore di 40mila euro. La droga, una volta tagliata e venduta produceva guadagni fino a 100 mila euro. Non solo, ma il 39 enne versava sistematicamente al capo clan € 6000 al mese, a fronte delle illecite attività.

Il gruppo svolgeva le proprie operazioni, grazie anche alla notevole disponibilità di armi e munizioni, utilizzate spesso come deterrente nei confronti di altri sodalizi o di persone “insolventi”. Durante le perquisizioni, nascoste all’interno di involucri interrati oppure nei muretti a secco lungo la strada pubblica, i carabinieri hanno trovato droga, una mitragliatrice skorpion cal.7,65, una beretta mod. 81 cal. 7,65 e una browning cal. 6,35 e 150 cartucce vario calibro. Tra le attività del clan c’era anche quella della ricettazione di auto rubate. Nascoste in un locale targhe di auto e componenti meccaniche di Fiat, Mini Cooper, Volkswagen e Lancia,  per un valore di 40 mila euro, nonché l’acquisto di una Giulietta Alfa Romeo Giulietta, provento di un furto.

 

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