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Prelevo forzoso dai conti correnti: bufala o realtà

da Francesco Tesoro

Nonostante le smentite e le rassicurazioni del Governo, l’eventualità di un prelievo forzoso dai conti correnti degli italiani è una notizia che ricorre ormai da troppo tempo. Già nel 1992, quando il Governo era guidato da Giulio Amato, lo Stato prelevò dai nostri conti correnti circa il 6 per mille (allora c’erano ancora le lire). Questa operazione fu fatta perché si evitasse una ulteriore svalutazione della nostra moneta. L’eventualità di rifare una operazione simile, stando ai tecnici è plausibile, sia perché il nostro debito pubblico è in continua crescita, sia perché l’introduzione della norma che favorisce le transazioni con carta elettronica, riducendo l’uso del contanti a dismisura, potrebbe essere preludio di un prelievo forzoso. Da quanto trapela dai soliti ben informati, si tratterebbe di un prelievo pari al 10 per mille, che dovrebbero servire a tamponare le casse ormai esigue del nostro Stato, in attesa dei 172 miliardi di euro che il Recovery Fund ci ha assegnato. Bisogna, inoltre, tener sempre presente che oltre la metà di questa montagna di soldi dovrà essere restituita  ratealmente, in un tempo lunghissimo e con gli interessi. Ovviamente questa è una misura che dovrebbe essere votata in Parlamento, e con l’aria che tira, si potrebbe sospettare una mancanza di maggioranza al riguardo. Il prelievo forzoso potrebbe però favorire le banche, perché i risparmiatori si vedrebbero quasi costretti a investire soldi in servizi e prodotti sia finanziari che assicurativi, pur di non farsi togliere denaro. Alcuni nostri politici, eternamente divisi, fanno sapere che non ci sarà bisogno di alcun prelievo forzoso o di nuove tasse come la patrimoniale secca, mentre  altri sarebbero da sempre favorevoli solo alla patrimoniale, che risolverebbe almeno in parte, le disuguaglianze sociali esistenti  nel nostro Paese. Naturalmente, non tutti i conti correnti saranno interessati da una simile eventualità, ma solo quelli che rientreranno in una certa soglia: parlando per ipotesi potremmo dire dai 10mila euro in su, ma se la situazione dovesse peggiorare in maniera significativa si partirebbe da una soglia ancora più bassa. Di concreto ancora non c’è nulla, solo voci di corridoio,non ci resta che attendere trepidanti.

 

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