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Farmaco anti-Covid al costo di 6 euro, ma il Ministro tace

da Avv. Cosimo Martino

Tutti, oramai, siamo a conoscenza delle polemiche e delle difficoltà che ancora oggi accompagnano la terapia anti-covid basata sull’impiego del plasma iperimmune. Terapia a costo (quasi) zero che, se somministrata prima – quando alcuni medici e ricercatori ne avevano già confermato l’efficacia in tantissimi casi –  avrebbe salvato centinaia, se non migliaia di vite. Il Ministro è rimasto silente per mesi sia circa la possibilità di un protocollo nazionale relativo alla suddetta terapia che di fronte alla richiesta di 100.000 medici rispetto alla autorizzazione di un protocollo al fine di una terapia domiciliare da somministrare ai primi sintomi della malattia. Proseguono, invece, quotidiani i comunicati del Ministro circa il vaccino rispetto al quale, come già scritto in precedenti nostri articoli, non vi è ancora certezza sulla efficacia ed eventuali controindicazioni. Va detto, infatti, che ricercatori, medici ed esperti virologi ritengono che un vaccino davvero efficace e sicuro contro il covid-19 non si possibile crearlo. Ma il Ministro della Salute persiste nel proprio silenzio anche sulla efficacia di un altro farmaco a costo quasi zero, utilizzato ampiamente e con successo (soprattutto fuori dell’Italia) nella lotta la covid-19. Si tratta del farmaco steroideo desametasone.

Già ad aprile con una lettera inviata a Speranza si chiedeva di favorire cure a base di tale  cortisone. E’ di  ieri la notizia che  l’Università di Oxford ha annunciato di aver realizzato una sperimentazione  su 2mila pazienti gravemente malati dopo l’infezione da coronavirus e trattati con il desametasone, un antinfiammatorio steroideo della famiglia del cortisone e del cortisolo, confermando che il farmaco ha ridotto fino a un terzo il rischio di morte dei pazienti. Va sottolineato che il costo di una confezione del farmaco è pari a 6 euro. Inoltre, a scanso di equivoci, si deve subito segnalare che si tratta di prodotto utilizzato da decenni e, quindi, dagli eventuali effetti collaterali ben conosciuti e controllabili. La dott.ssa Roberta Ricciardi, responsabile del Percorso Miastenia dell’Ospedale Cisanello di Pisa e il dott. Piero Sestili, professore ordinario di Farmacologia presso l’Università Statale degli Studi “Carlo Bo” di  Urbino, unitamente ad altri 50 medici e ricercatori sono i firmatari di una lettera  inviata, già ad aprile, al Ministro Speranza, per invitarlo a cambiare strategia nella lotta al virus. Secondo gli esperti firmatari dell’appello, piuttosto che  puntare sulle terapie intensive, sarebbe stato più utile e meno costoso utilizzare, da subito, il farmaco cortisonico. Il protocollo messo a punto  dagli esperti prevedeva proprio l’uso del desametasone, ovvero il farmaco studiato a Londra. La lettera, del 24 aprile, consegnata anche a due parlamentari di maggioranza e al viceministro Pierpaolo Sileri, è rimasta senza risposta e, sicuramente, il Ministro  rimarrà ancora silente, considerato che tutti gli sforzi e le risorse del Ministero della salute sembrano oggi andare in un’unica direzione: il costosissimo vaccino.

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