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Droga

La droga, tra uso terapeutico, personale e commercio illecito

da Francesco Tesoro

La parola “droga”, si usa per definire in modo generico quelle sostanze che possono produrre effetti psicotropi o neuronali su chi ne fa uso, sino ad indurre, in questi, una qualsiasi forma di dipendenza a prescindere dalla sua natura che possa essere botanica (le piante del genere Cannabis ad alto contenuto di THC, come la marijuana e l’hashish, le cosiddette droghe “leggere”) o chimica. In ogni caso, dal punto di vista farmacologico, a detta dell’OMS, si definisce “droga” tutte le sostanze che modificano la psicologia o l’attività mentale di una persona e questa modifica viene definita “effetto psicoattivo”.  La distinzione tra consumo personale e detenzione per finalità di spaccio sarà determinata da alcuni criteri specifici contemplati dalla Legge: la quantità di sostanza detenuta e del relativo principio attivo, l’eventuale presenza di coltelli o arnesi da taglio, bilancini di precisione, materiali da confezionamento, quantità di denaro in contante non giustificato. Ciò consentirà pure di stabilire se la violazione sarà di tipo amministrativo o penale. Per esempio, nell’uso personale il principio attivo, in genere, non dovrebbe superare 1 g /1,5 g di THC. Quando è contestata la detenzione per uso personale, di solito si riceve una convocazione per un colloquio presso la Prefettura di residenza, se si è minorenni sono convocati anche i genitori. Durante il colloquio si va dal “semplice” ammonimento a non utilizzare più le sostanze, oppure, nel caso dei maggiorenni, alla sospensione o ritiro della  patente, passaporto, porto d’armi e, in caso di stranieri,  permesso di soggiorno. Oltre al procedimento presso la Prefettura, il consumatore riceverà anche una convocazione dal Ser.d per un incontro informativo. Si tratta di un colloquio facoltativo, utile ad iniziare un programma educativo per le cosiddette droghe leggere o un trattamento terapeutico per le cosiddette droghe pesanti.  Tale percorso se avrà esito positivo, porterà alla revoca delle sanzioni. I Servizi per le Dipendenze (Ser.d) sono servizi pubblici che forniscono quindi un sostegno psicologico e sociale, controllano lo stato di salute e le malattie associate alla eventuale dipendenza, somministrano terapie farmacologiche e non, finalizzate in ogni caso alla disintossicazione, attuano programmi tecnici e di recupero anche attraverso l’invio dei soggetti  in comunità terapeutiche. Situazione, invece, diversa  per coloro che detengono droga con il fine di cederla a terzi per incrementare il mercato illecito degli stupefacenti. Costoro, infatti, potrebbero essere puniti con la reclusione da 2 a 6 anni. Si parla tanto anche dell’applicazione di terapie o preparazioni farmacologiche a base di cannabinoidi, quando tutti gli altri protocolli curativi convenzionali o standard, risultano, per diversi motivi, inefficaci. Secondo il decreto ministeriale del 9 novembre 2015 la prescrizione di cannabis, in Italia, riguarderebbe, in modo particolare, il dolore cronico e quello associato alla sclerosi multipla o alle lesioni del midollo spinale, la nausea e il vomito causati da chemio e radioterapia o dai farmaci per l’HIV. A volte la terapia a base di cannabinoidi potrebbe essere usata anche come stimolante dell’appetito nella cachessia dei pazienti oncologici o affetti da AIDS e nell’anoressia nervosa.

 

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