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Scuola, Data e modalità di riapertura, “Del doman non v’è certezza”

da Elvira Zammarano

L’ipotesi di una riapertura in presenza per il 14 settembre – univoca per tutte le Regioni italiane – si fa sempre più concreta. Ad annunciarlo la ministra Azzolina, perché la finalità è quella di tornare “il più presto possibile alla piena normalità scolastica”. In un primo momento la ministra aveva parlato dell’avvio delle lezioni in classe, a partire dal 1 settembre, poi la necessità di organizzare tutte le attività legate al recupero degli apprendimenti, come stabilito dal Decreto scuola da poco convertito in legge, avrebbe indotto la Task Force dell’Azzolina a posticipare la data al 14, nonostante l’ulteriore (breve) chiusura dovuta all’Election Day, previsto per dal 20 e al 21 settembre. La polemica è montata proprio su questo punto, in quanto in molte Regioni si voterà ( la Puglia per esempio) e diversi Governatori stanno chiedendo a gran voce di far ripartire le attività scolastiche, dopo le elezioni, ammettendo anche i possibili ballottaggi.

Se per la data ipotizzata ci sarebbe una relativa “certezza”, per le modalità con cui si rientrerà nei locali scolastici, si naviga ancora a vista. Abbandonate l’idea dello smistamento delle classi (una parte a casa in collegamento internet, l’altra metà in presenza), della turnazione, del plexiglas divisori, delle lezioni all’aperto (anche in inverno?), rimane stabile l’idea del distanziamento e della mascherina o delle visiere protettive che indosseranno, quasi certamente, le insegnanti delle materne. Intanto fanno sapere dal Ministero che è allo studio un piano per una riapertura in sicurezza, lo stesso ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri precisa, “Dobbiamo avere dei piani precisi per usare i fondi, come la banda larga in tutte le case, mettere le scuole in sicurezza energetica, digitalizzare sistema di pagamenti. Si tratta dunque di fare delle scelte di fondo”. Mentre per Lucia Azzolina, reduce dal primo incontro degli Stati generali, spiega, “Ho parlato in chiusura dei lavori di oggi per ribadire un messaggio ormai chiaro spero a tutti: i soldi spesi per l’istruzione sono investimenti per la crescita di un Paese. Ricordiamoci sempre che la scuola è l’unico grande strumento che abbiamo per garantire opportunità a tutti i nostri giovani e permettere la mobilità sociale. Ascolteremo tutte le parti coinvolte nel sistema scolastico e lavoreremo in questa direzione”.

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