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Come andare in pensione con  20 anni di contributi…

da Francesco Tesoro

Andare in pensione quanto prima, potrebbe essere necessità di tanti lavoratori, oggi è possibile riuscirci anche con solo 20 anni di contributi. A differenza degli standard pensionistici attuali,  questa opportunità è un traguardo più semplice da raggiungere, perché è possibile percepire la pensione anticipata con requisiti ridotti, secondo le informative dell’Inps. Il lavoro odierno negli ultimi decenni, ha assunto ritmi frenetici,  a volte difficili, stancanti o stressanti,  che hanno creato uno stato di malessere, da cui molti lavoratori vorrebbero allontanarsi in fretta. Molte le domande per un pensionamento anticipato o sulle opportunità di concludere la propria carriera lavorativa quanto prima. Con 20 anni di contributi è possibile, anche se il Governo, tenta di arginare una eventuale fuga dal lavoro,  ponendo limiti e richiedendo requisiti specifici. Molti vantaggi sono riservati alle lavoratrici, che potranno accedere al pensionamento con 20 anni di contributi, formulando una richiesta di anticipo della pensione di anzianità.   Spetta a tutte le lavoratrici che abbiano conseguito i 56 anni di età, che abbiano svolto la propria attività lavorativa in settori privati ed  alle quali è riconosciuta una invalidità pari all’80%. Hanno diritto della pensione anticipata contributiva, i lavoratori che hanno compiuto i 64 anni ed hanno 20 anni di contribuzione. Chi invece ha versato 20 anni di contributi con la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata, ha diritto ad andare in pensione anzitempo, a loro bastano i 20 anni di contributi, l’aver raggiunto i 62 anni di età e la titolarità di una pensione complementare come la RITA. Infine  esiste la deroga Amato, che prende nome dall’ex Presidente del Consiglio, questa permette di ottenere la pensione di vecchiaia, avendo almeno 15 anni di contributi a determinate condizioni: la prima,  aver maturato 15 anni di contribuzione o 780 settimane accreditate prima del 31 dicembre 1992;  mentre la seconda, è essere autorizzati al versamento dei contributi volontari in data anteriore al 31 dicembre 1992. Il nostro ordinamento prevede che tutti i contributi versati, non possano essere restituiti dall’Ente che li ha riscossi, ma non sono perduti,; perché,  in qualsiasi momento concorrono al raggiungimento dei requisiti previsti per ottenere la pensione di vecchiaia, anche in presenza di età anagrafica superiore ai 71 anni. Nessuno vieta di lavorare fino a tarda età chiunque se lo voglia. Per recuperare tali contributi però, bisogna farli confluire in una diversa gestione pensionistica, per accedere successivamente ad una “pensione supplementare” calcolata con il sistema contributivo.

 

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