Home Costume e società Dopo il fermo Covid ripartono anche i Matrimoni, ecco le  norme
Sposa

Dopo il fermo Covid ripartono anche i Matrimoni, ecco le  norme

da Elvira Zammarano

 

Carmine Tortorella
Atelier – Minervino Murge (BT)

Il lockdown sui matrimoni è costato caro, non solo agli sposi, penalizzati dal rinvio della data, attorno a cui ruota un piano organizzativo non indifferente, ma all’intero indotto legato al rito e alla festa nuziale. Si parla, in particolare, di quelle Regioni dove tutto ciò è “amplificato”. Si parla per esempio della Campania, Puglia, Calabria, o, semplificando, delle Regioni al meridione d’Italia. Consuetudini e tradizioni importanti, che diventano per noi gente del sud, eventi memorabili. Ma qui, quello che più ci preme sottolineare non è tanto l’aspetto culturale del fatto,  seppure rilevante, perché alla fine ad ognuno il suo, quanto piuttosto quello economico, che di questi tempi, evidentemente, non è cosa da poco.

Si tratta, infatti, di un comparto in cui lavorano migliaia di persone, con un giro d’affari stimato intorno ai 2 miliardi di euro l’anno. Location, regali, bomboniere, fotografi, fiorai, catering e poi, estetiste, parrucchieri e gli stilisti per l’abito degli sposi e degli invitati, sono solo alcune delle voci in elenco nella lista del programma matrimoniale. Senza dimenticare il romantico viaggio di nozze. Un vero e proprio premio alla fatica affrontata.

Dunque, anche la Puglia si è allineata e ha riaperto le sale comunali per la celebrazione dei riti civili, dove tutto avviene nel rispetto delle linee guida dettate dalle varie Amministrazioni: dall’obbligo delle mascherine per ospiti, testimoni e fotografi alla misurazione della temperatura, con annessa igienizzazione delle mani. Fermo restando tutte le altre cose, solo gli sposi possono evitare di indossare la mascherina, ma devono rimanere a 2 m abbondanti dal celebrante.

Altra cosa importante è la riorganizzazione degli spazi. E qui comincia l’incubo. Spazi che devono essere completamente ripensati dagli organizzatori. La parola d’ordine è sempre la stessa: distanziamento sociale. Dunque la distanza interpersonale dovrà essere garantita in ogni modo, anche utilizzando divisori in plexiglass, specie se il tempo o la stagione non consentirà di stare all’aperto. Intanto il settore Wedding deve ripartire. È necessario per le migliaia di persone che vi lavorano. Per Stefano Sgueglia, a capo di Assocastelli,   “Serve subito un protocollo il 15 giugno è tardi, per organizzare un matrimonio ci vuole almeno un mese. Noi siamo già pronti con il distanziamento dei tavoli e possiamo dividere in due giorni i matrimoni affollati: se hai 200 ospiti farai un giorno la cerimonia con 100 parenti e il giorno dopo con 100 amici”. Nel frattempo le associazioni di categoria hanno chiesto ai vertici diocesani di poter celebrare i matrimoni anche di domenica, ma al momento ancora nessun Sì.

Sposa

Foto concessa da Carmine Tortorella
Atelier – Minervino Murge (BT)

Articoli correlati

Lascia un commento