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Bari- Policlinico, Disagi e malumori per la chiusura delle Casse Cup

da Elvira Zammarano

 

 

I disagi e disservizi preannunciati da Luigi Cipriani, effettivamente, non si sono fatti attendere. Il segretario del Movimento “Riprendiamoci il Futuro”, nonché sindacalista presso il nosocomio barese, li aveva, a ragione, ipotizzati. Basta dire che i totem predisposti dalla Direzione Sanitaria  per sostituire le Casse Cup, come afferma Cipriani, “Già, non funzionano”. È bene ricordare che la sospensione dei pagamenti alle Casse del Cup è stata decisa per evitare i pericolosi assembramenti durante l’emergenza Covid. C’è da dire, però, che Cipriani nella sua dettagliata analisi sulle possibili anomalie (a carico delle migliaia di utenti che di solito transitano nel Policlinico), aveva inserito alcune interessanti soluzioni. A questo punto ci chiediamo, perché non sono state prese in considerazione? Perché non valutare da più punti di vista la possibile risoluzione di un problema? In ogni caso, il segretario e sindacalista, ieri, ha convocato una assemblea per far sapere pubblicamente che ciò che era stato ipotizzato, sta già avvenendo.

“Ho scritto per far sapere ai vertici che tali servizi sono imprescindibili. Non si possono sospendere perché penalizzano migliaia di pazienti. Come sappiamo, a seguito dell’emergenza Covid-19 – spiega il segretario – i locali dove sono ubicati gli sportelli e le CASSE CUP, alcuni reparti di degenza e gli ambulatori di numerose U.O., in poche ore, sono stati smantellati dalle loro funzioni originarie e acquisiti. Bisognava far fronte subito all’emergenza. Nel frattempo, i vertici dell’Azienda, con una nota avvisavano e disponevano in “via straordinaria”, la sospensione “temporanea” (SIC?) delle attività del servizio Cassa-Cup, asserendo che per il pagamento del Ticket, gli utenti si sarebbero potuti avvalere dei totem predisposti nei locali dell’ex Cassa Cup Centrale e/o dislocati presso altri padiglioni. Abbiamo notato e documentato, che alcuni utenti, pur preparati ad affrontare tali strumenti tecnologici, non hanno portato a buon fine l’operazione.

E non perché, come qualcuno si ostina a dire, la persona non ha correttamente  svolto la procedura, ma per il malfunzionamento del totem o quantomeno per l’assenza di collegamento con la Banca . Il mio pensiero, a questo punto, va agli anziani che non hanno dimestichezza con tali strumenti e che da soli devono affrontare il pagamento, che, si ricorda, deve avvenire solo con carta.

Per esempio, l’altro giorno, una signora ha cercato di pagare al totem, ma si capiva chiaramente che non esisteva alcun collegamento con l’Istituto di Credito, tant’è che l’operazione è fallita. La persona dopo aver perso tempo, ne ha perso ancora altro recandosi poi in posta.

Ma vogliamo pensare anche a quando mancherà la carta della ricevuta? A chi dovrà rivolgersi la persona per reclamare il suo diritto?  Inoltre, ci sono esami che vanno pagati a posteriori – laboratorio analisi, microbiologia, es istologici… – i cui costi  conclude Cipriani – possono essere appurati solo dopo il loro espletamento. Dunque la persona dovrà recarsi la prima volta per effettuare l’esame ed una seconda per pagare al totem. Mi chiedo, a chi giova tutto questo? Il mio timore è che tali difficoltà alimentino le rinunce a curarsi da parte di persone fragili, non abili tecnologicamente e a chi vive in solitudine”

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