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Scontrini Tassa Covid – Il No del Codacons e dell’Unione Consumatori

da Francesco Tesoro

Che i prezzi di molte merci e servizi siano aumentati in tutta Italia è ormai certezza. Dalle segnalazioni dei tantissimi consumatori, gli aumenti  sarebbero di oltre il 25%. Lo attestano, ora,  anche foto di scontrini di clienti di bar o di altri esercizi commerciali maggiorati dai 2 ai 4 euro. Maggiorazioni che hanno assunto le sembianze di una vera e propria tassa, ribattezzata Contributo COVID. La fase 2, dunque, più che alla riapertura, sembrerebbe aver portato ad una ulteriore chiusura. Ma perché questa maggiorazione che, in realtà andrebbe a pesare solo sui clienti? I commercianti dicono che serve ad ammortizzare le spese in più che devono sostenere per la messa in sicurezza obbligatoria dei loro locali.  In alcuni centri estetici è stato addirittura richiesto un contributo di 10 euro per la fornitura obbligatoria del kit anticovid. Ma sia il Codacons che l’Unione dei Consumatori chiedono ai consumatori  di segnalare eventuali rincari e anomali sovraprezzi perchè si configurerebbe, secondo il presidente di Codacons, un reato per truffa da denunciare alla Guardia di Finanza. Molte associazioni che difendono i diritti dei consumatori  sono sul piede di guerra, definendo gli aumenti una prassi scorretta e illecita anche fiscalmente. Del resto nel decreto Rilancio vengono chiaramente riportate le agevolazioni pensate  per commercianti e imprese. Per loro, infatti, sono stati introdotti crediti d’imposta del 60% sia sulle spese effettuate nel 2020 per la sanificazione  e l’acquisto dei dispositivi di protezione che per l’adeguamento edilizio dei locali.

 

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