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Il Messico e il fascino eterno di una natura incontaminata

da Stella Camposeo

Ay ay ay ay Canta y no llores, Porque cantando se alegran, Cielito lindo, los corazones……è proprio così l’aria che si respira in Messico talmente spensierata e tranquilla, senza affanni o preoccupazioni, lontana dal tram tram quotidiano del perfetto uomo occidentale. Tra un Margarita e una Piña colada le cameriere con un sorriso rassicurante stampato sul viso, aleggiano tra gli ospiti del villaggio sempre pronte ad accontentare ogni piccola richiesta. In Messico sembra che il tempo si sia fermato e in ogni angolo meraviglioso di questo enorme paese la gente vive con semplicità e con profonda dignità la propria giornata senza alcuna aspettativa x il futuro ma sempre riconoscenti per quello che riescono a realizzare nel presente. È lo spirito messicano. Ancora più affascinante se lo si immerge nell’importante contesto storico e culturale che caratterizza questo angolo della terra. La culla della civiltà Maya, Chac Mool, il dio Quetzalcoatl o serpente piumato, il culto del giaguaro, la piramide di Chichén Itzá con i suoi interminabili gradini, il sito archeologico di Palenque completamente immerso nella natura, i tempi di Tulum sulla costa meridionale, ci parlano tutti di un passato glorioso in cui questo popolo ha raggiunto i massimi livelli di civiltà nella storia di quel tempo. Il gioco della pelota, inventato dai Maya si svolgeva in un’ arena e consisteva nel far passare una palla attraverso una specie di anello di pietra posto sulle pareti laterali del campo, il tutto senza mai toccare la palla con le mani. Il capitano della squadra vincitrice veniva sacrificato agli dei, perché in tal modo poteva intraprendere il cammino verso la divinità. E poi il calendario, l’astronomia, la medicina, tante scoperte che giungono fino ai nostri tempi a testimoniare quanto questo popolo fosse evoluto e quanto importanti fossero tali conoscenze al di là dei confini nei quali oggi ” qualcuno” vorrebbe relegarle. Non vi sono muri che tengano o che possano impedire il diffondere delle idee e del sapere. Il Messico ha molto da raccontare, anche la sua storia più recente, con i guerriglieri Zapatisti ancora nascosti tra i rilievi del Chiapas la cui capitale culturale, San Cristobal de Las casas sembra davvero uscita da uno di quei film di Zorro con le chiese addobbate da festoni colorati, le case dipinte a tinte forti e la gente del posto vestita con abiti ormai desueti per il resto del pianeta. Antiche case coloniali trasformate in alberghi offrono un sicuro rifugio al turista che si avventura in quei luoghi. E una cucina squisita, fatta di piatti a base di legumi verdure e carne ma anche di pesce e crostacei nelle zone di mare. Il guaca mole, le tortillas, i burritos, e il peperoncino piccante in tutte le sue forme e intensità che arricchisce immancabilmente ogni piatto tipico della cucina messicana. La natura poi…..cascate scenografiche come quelle di Agua azul, fiumi infestati da alligatori che si insinuano in canion mozzafiato ( canion del Sumidero) ,vegetazione rigogliosa, meravigliosi cenote in cui tuffarsi dall’alto delle rocce per ritrovarsi in un mondo quasi surreale, per finire poi sulle meravigliose spiagge caraibiche dello Yucatan fatte di sabbia fine limitate da alberi di palma che offrono succulente noci di cocco da bere direttamente in riva al mare.
Un mondo fantastico in cui perdersi inebriati dal profumo del mare, dal calore del sole, e dal grande cuore dei messicani.

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