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Cerca indumenti nel cassonetto e muore schiacciato, la breve vita di Karim

Cercava indumenti e trova la morte, la breve vita di Karim

da Elvira Zammarano

Karim Bamba era solo un bambino di 10 anni ed è morto perchè povero. Figlio di un’italiana e di un africano della Costa d’Avorio, Karim, in ciabatte, era andato nel cortiletto di una scuola di musica perché sapeva che lì, c’era uno strano cassonetto giallo, dove la gente vi buttava abiti. Il bambino, la cui famiglia – padre, madre e quattro fratelli – è poverissima, viveva in un alloggio del Comune, grazie anche al sostegno di tanti che lo conoscevano e gli volevano bene. Di lui non diremo dov’era nato, se era del Nord o del  Sud, nè se era italiano o straniero. Diremo solo che era un bambino bellissimo – come tutti i bambini  del mondo – e come tutti i bambini, desideroso solo di crescere.

Dunque, martedì 19, Karim ha necessità di recuperare abiti e si reca in quello spazio dove, al centro, c’era quello strano affare simbolo di una opulenza caritatevole,  che “se sei bravo ti restituisce un piccolo tesoro da portare a casa”. Ma qualcosa va storto, perchè mentre è ancora là, con metà del suo piccolo corpo infilato in quella trappola infernale, il pesante portello a scatto  si chiude di colpo, schiacciandolo.

Lo hanno trovato così.  Verso sera. Con le gambe ancora penzoloni e il corpo risucchiato da quell’ “abbraccio” fetido di morte. Lui che voleva solo giocare, ridere, correre, curiosare, imparare. Lui che voleva solo Vivere.  È morto in solitudine  e senza fare rumore. Portando con sé tutti i dolori  e i perchè della sua breve, ingiusta esistenza.

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