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Questo esame non s’ha da fare…

da Avv. Cosimo Martino

Ironia della sorte, immediatamente dopo il  nostro articolo sulle ultimissime precisazioni  della Ministra Azzolina e sulla sua definitiva (?) decisione di procedere all’esame di terza media in modalità online, l’Associazione Nazionale Presidi (ANP) ha inviato, già ieri,  alla stessa, una nota con la quale ha espresso forti e fondate perplessità circa la concreta possibilità di effettuazione dell’esame di terza media. Più precisamente, si legge: Entro il termine delle lezioni, “ogni dirigente di scuola secondaria di primo grado si troverebbe a dover:

  1. riunire il collegio per deliberare modalità e criteri di valutazione dell’elaborato e del percorso triennale, in ossequio all’art. 1, co. 2, D.Lgs. 62/2017 e al principio di pubblicità che deve informare la materia;
  2. riunire i consigli di classe per declinare detti criteri e modalità, individuare la tematica da assegnare a ciascun alunno e formulare proposte sul calendario delle presentazioni (art. 3, co. 1; art. 4, co. 3 e art. 6);
  3. assegnare un termine congruo per la formulazione dell’elaborato (almeno una settimana);
  4. partecipare, presiedendo i rispettivi consigli, alla presentazione degli elaborati (sei classi terze di circa 25 alunni richiedono, per una simile attività, almeno 13 giorni, compresi i sabati)”.

E tutto questo dovrebbe avvenire mentre si sta ancora svolgendo la Didattica a distanza. Le considerazioni  da noi già svolte, quindi, hanno trovato piena conferma nella nota dell’Associazione Presidi, ma, a tutt’oggi, pare che la Ministra non abbia chiarito. Alcuni interrogativi, in ogni caso permangono:

  1. qualora, a causa di problemi di connessione uno o più docenti non dovessero riuscire a “connettersi”, considerato che la normativa richiede, ai fini della validità legale, dell’esame la presenza contestuale di tutti i docenti componenti il consiglio di classe, l’esame resterebbe invalidato?
  2. Qualora, invece, non dovesse riuscire a connettersi un alunno, come si dovrebbe procedere?
  3. Come assicurare la presenza di due testimoni, durante l’esame online?
  4. Quali piattaforme utilizzare? (ricordiamo i problemi connessi alla rete, oltre che il pericolo di attacchi hacker).

Queste alcune delle questioni sottoposte all’attenzione della Ministra. In conclusione, se persino l’Associazione Presidi ha espresso forti perplessità sulla fattibilità dell’esame online, si deve concludere,  ricordando il Sommo Poeta, che questo esame, rebus sic stantibus, “non s’ha da fare”.

 

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1 comment

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Marialuisa 11 Maggio 2020 - 19:15

Mi appello al Quinto emendamento: nemo tenetur se detegere.

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