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Le ultime (?) precisazioni della Ministra Azzolina

da Avv. Cosimo Martino
Cosimo Martino

Avv. Cosimo Martino, civilista, esperto di diritto scolastico e di famiglia, patrocinante presso il Tribunale Ecclesiastico

Dopo il comunicato di pochi giorni fa, secondo cui  tutti gli studenti italiani sarebbero stati ammessi alla classe successiva, anche quelli con insufficienze registrate nel primo quadrimestre (minime o gravi e anche su diverse materie), la Ministra Azzolina interviene,  nuovamente,  sulla questione della bocciatura, specificando, qualora docenti e dirigenti scolastici non lo avessero compreso, che gli studenti “assenti” anche nel primo quadrimestre potranno essere bocciati. Senz’altro la situazione di emergenza e di grandissima confusione che la Scuola Italiana ha vissuto e continua a vivere, dato il momento, sono tali da poter indurre  qualche  errore nell’interpretazione dei vari decreti-scuola succedutisi nel tempo e dei relativi comunicati esplicativi. Ma sia i docenti che i dirigenti scolastici sono ben a conoscenza della normativa in materia scolastica e, nello specifico, della disciplina relativa alle ipotesi che prevedono che un alunno non possa essere ammesso alla classe successiva né tanto meno ammesso agli esami, nel caso  sia risultato assente oltre un certo limite di ore consentito, oppure per l’elevato numero di gravi insufficienze, mai recuperate.

Ma andiamo a ritroso nel tempo e riprendiamo il percorso fatto finora, contrassegnato dai decreti ministeriali:
in data 5 marzo il Ministro comunica la “sospensione dell’attività didattica”. Da quella data, in assenza di indicazioni da parte del Ministero circa le modalità con cui assicurare il prosieguo dell’attività didattica, tutti gli operatori della Scuola Pubblica Italiana e, quindi, docenti, dirigenti, amministrativi e, in modo differente, ma altrettanto prezioso, i rappresentanti dei genitori, si sono adoperati con estrema diligenza e spirito di abnegazione  per avviare la DaD. Ovvero, la cosiddetta didattica a distanza, “inventata” di sana pianta,  grazie alla buona volontà degli istituti Scolastici, dirigenti e docenti che hanno dato fondo alle proprie personali risorse, dalla connessione internet ai computer personali.

Certamente, il plauso e il pubblico apprezzamento della Ministra, ad un mese dall’inizio della didattica a distanza e online, hanno riempito di gioia docenti e dirigenti, ma restavano ancora i tanti problemi legati alla linea internet e alla circostanza che non tutti i ragazzi sono così fortunati da possedere computer e connessione domestica. Orbene, dopo i primi due mesi di smarrimento, si è finalmente provveduto a potenziare la rete e a consegnare, in comodato d’uso dei tablet ai ragazzi più bisognosi. Ricordiamo che, secondo le disposizioni della Ministra, la didattica a distanza, in questa prima fase, non è ancora obbligatoria, tant’è che ai docenti era preclusa la possibilità di attribuire voti validi alle prove svolte dagli alunni in modalità a distanza o online.

Successivamente,  la DaD diventa “obbligatoria” con   il D.L. dell’8 aprile 2020 n. 22.  Ma, a ben vedere, della didattica a distanza si parla nell’art. 2, c. 3 “Misure urgenti per l’ordinato avvio dell’anno scolastico 2020/2021”.
In sostanza, la norma si riferisce al prossimo anno scolastico, non a quello in corso. Al comma 3, leggiamo: “In corrispondenza della sospensione delle attività didattiche in presenza a seguito dell’emergenza epidemiologica, il personale docente assicura comunque le prestazioni didattiche nelle modalità a distanza, utilizzando strumenti informatici o tecnologici a disposizione …”. A fine marzo, viene comunicato  ai docenti che è loro concesso attribuire valutazioni valide anche a compiti, interrogazioni ed esercitazioni svolte a distanza o online. Va detto però, che pur in assenza dell’obbligatorietà,  i docenti hanno comunque e sempre continuato ad assicurare la prosecuzione delle attività didattiche. Veniamo, ora, alla questione esami.

In data 1 maggio, la Ministra comunica, con perentorietà, che l’esame di Stato per la Scuola Secondaria di I grado non si sarebbe svolto neppure online e, quindi, la prova sarebbe stata  sostituita da un elaborato scritto. Ma il 7 maggio scorso, mutando il proprio precedente orientamento, decide per un esame  on-line, con la presentazione di una tesina su tutte le materie d’esame, da redigere,  quanto prima, dato che l’anno scolastico è in chiusura.

Successivamente, Il Ministro precisa che la tesina potrà vertere anche solo su alcune materie, ma che in ogni caso tutto (redazione, consegna, discussione online e scrutinio d’esame), dovrà concludersi entro la data prevista per lo scrutinio ordinario. Scrutinio che, come sappiamo, va espletato prima dell’esame, ai fini dell’ammissione stessa e, anzi, entro la fine delle lezioni.

Probabilmente, per i non addetti ai lavori, un tale susseguirsi di disposizioni non solleva perplessità. Ma, per docenti, dirigenti, personale amministrativo,  si tratta, invece, di assolvere una serie di operazioni piuttosto complesse in poche settimane, tra l’altro, in una situazione assolutamente nuova. Annus  Horribilis per la Scuola, non si può negare…ma non è ancora finita. Ricordiamo che  la  prova finale –  l’esame online evocato –  tra connessioni ballerine  e difficoltà di varia natura, vedrà coinvolti 600mila studenti minori di età e migliaia di docenti e dirigenti scolastici. Tuttavia, ancora una volta, doverismo, attaccamento alla comunità scolastica, adattamento e spirito di sacrificio, coinvolgeranno ancora tutti (dirigenti, docenti e genitori),  nonostante tutto.

 

 

 

 

 

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1 comment

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M.Luisa 10 Maggio 2020 - 17:03

Complimenti ministra, penso che sia acor più sconvolgente del sar-,covid2.
Dovrebbero darle la medaglia per aver saputo confondere , a cuor leggero, tutta la comunità scolastica. Brava 10 e lode!

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