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Fase2, perplessità e timori annunciati da scienza e politica: chi ha deciso?

Fase2, perplessità e timori annunciati da scienza e politica: chi ha deciso?

da Avv. Cosimo Martino

Ormai siamo agli inizi della Fase2, fortemente segnata dai primi rientri dal nord al sud e dai timori delle Istituzioni e  degli scienziati. Il ministro della Salute – via tv – ha, infatti, più volte dichiarato le sue insicurezze, “Prevale in me un sentimento di grande preoccupazione perché siamo ancora dentro la crisi, vorrei che non passasse il messaggio che è tutto finito e che da domani ripartiamo come se il virus non ci fosse mai stato. Purtroppo l’epidemia è ancora in corso anche se si sta in qualche modo riducendo, ma guai a pensare che è finito tutto”.

Alle perplessità del Ministro si aggiungono le contrarietà di alcuni Presidenti di Regione, da Vincenzo De Luca, Governatore della Campania a Jole Santelli, Presidente della Calabria, che  afferma “Il Governo si assume in pieno la responsabilità di un nuovo esodo verso Sud e dell’eventuale aumento di contagi che potrebbe derivarne”. Anche Nello Musumeci, Presidente della Regione Sicilia, ha confermato la propria contrarietà su come si sta gestendo la fase2, circa “la mobilità extra-regionale”. Altrettanto preoccupato, si è detto, il Presidente della Regione Puglia, Emiliano, che solo due giorni fa, in una diretta tv, ha fatto menzione dei “30mila pugliesi rientrati da altre Regioni”, di cui, “200 erano positivi al Covid”.

Emiliano ha poi sottolineato che fase2 non significa ritornare a prima del contagio, “dobbiamo continuare restare a casa il più possibile” e ha invitato i pugliesi a “usare le mascherine” e ad “evitare assembramenti”, per non essere costretto a dichiarare un nuovo lockdown su base regionale. Anche gli esperti sono allarmati a causa della mobilità interregionale. Andrea Crisanti, virologo dell’Università di Padova, in prima linea contro il coronavirus in Veneto, ha detto, senza mezzi termini, che in questa “riapertura indifferenziata non c’è una valutazione del rischio tra le Regioni” colpite, come si sa, in maniera diversa.

Lo stesso Burioni, il 27 aprile, affermava che quella della fase2 è  “scelta politica che ovviamente dobbiamo rispettare,  da virologo dico che riaprire potrebbe dare luogo a nuovi focolai di contagio”.

“Fino ad oggi il lockdown ha rallentato la corsa del virus, ma ora che le attività riprenderanno il virus riprenderà a circolare”, scrive sulla sua pagina facebook il professor Pierluigi Lopalco, epidemiologo dell’Università di Pisa e coordinatore scientifico della task force pugliese contro il Covid. “Il virus – scrive – si muove con le nostre gambe. Più gambe ha, più velocemente si muove. La mappa della densità della popolazione in Italia ci dà una idea abbastanza precisa di quali siano le aree a maggior rischio di circolazione. La Puglia, ahimè, è una di queste essendo la Regione meridionale più densamente popolata”,  sottolinea.

E’ evidente che se per primo il Ministro della Sanità si è detto fortemente perplesso circa l’opportunità della mobilità interregionale e che, dal canto loro, i Presidenti delle Regioni maggiormente interessate hanno espresso forti dubbi, fino ad una aperta contrarietà e, ancora,  gli stessi esperti si siano detti sconcertati da una possibile mobilità indiscriminata, non si comprende sulla base di quali presupposti scientifici prima e politici poi, il Presidente del Consiglio abbia deciso di autorizzare la mobilità interregionale, senza prevedere alcuna gradualità.

Insomma, le ragioni più profonde, così come i “luoghi” della decisione, per noi comuni mortali,  restano ancora una volta misteriose.

 

 

 

 

 

 

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