Home Costume e società  Nuovo esodo, nuovo picco? Occhio ai dati, gli epidemiologi lanciano l’allerta
 Nuovo esodo, nuovo picco? Occhio ai dati, gli epidemiologi lanciano l'allerta

 Nuovo esodo, nuovo picco? Occhio ai dati, gli epidemiologi lanciano l’allerta

da Avv. Cosimo Martino
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Avv. Cosimo Martino, civilista e matrimonialista, patrocinante presso il Tribunale Ecclesiastico

L’ultimo Dpcm del 26 aprile scorso, relativo alla Fase 2, prevede che “ci si potrà spostare da un Comune all’altro entro la stessa Regione per motivi di lavoro, salute o necessità e urgenza e, tra gli spostamenti necessari e urgenti vengono elencati anche gli spostamenti per incontrare congiunti, purché venga rispettato il divieto di assembramento e il distanziamento sociale e vengano utilizzate le mascherine”. Per quanto riguarda le Regioni, dice ancora il decreto, “ci si potrà spostare solo per lavoro, ragioni di salute e urgenza. Resta assicurato il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza”. Pertanto, anche dalle zone più colpite dalla pandemia, sarà possibile spostarsi in altre Regioni.

Nonostante il discreto calo dei contagi, i dati però registrano ancora una situazione fuori controllo in alcune parti d’Italia e che non si può affatto parlare di fine dell’emergenza. L’altro elemento contraddittorio è che la previsione degli spostamenti da una Regione all’altra, per mezzo di treni, bus e aerei, è in aperto contrasto con il “divieto di assembramento”. Tant’è che i mezzi di trasporto, in previsione del 4 maggio,  sono stati presi letteralmente d’assalto.  Dunque, si tratta di un esodo conclamato e che si presta ad alimentare forti timori. Sappiamo infatti che, ad oggi, non è possibile stabilire correttamente neppure il numero preciso dei contagiati, dato che vi sono positivi al CoVid asintomatici e che, le persone colpite e guarite corrono comunque il rischio di ricontagiarsi.

Ritornando al divieto di assembramento, sembra assurdo che finora il Ministero dell’Interno, per il tramite delle Prefetture, abbia perseguito anche cittadini che circolavano soli, muniti di mascherina, lungo strade assolutamente solitarie o che accompagnavano – sempre protetti – un loro caro ( perlopiù anziani genitori bisognosi di visite mediche accompagnati dai figli). E’ dell’altro ieri l’episodio di un ottantenne affetto da sordità, multato mentre andava in Farmacia, per non aver risposto tempestivamente alle Forze dell’Ordine che gli chiedevano dove stesse andando. Ora, invece, si procede con un un “esodo” di migliaia di cittadini senza preventivi e accurati controlli.

Peraltro, va sottolineato – e non è una novità – visto che ne hanno parlato anche altre testate e mass media in generale, che vi sono fondatissimi dubbi, espressi da virologi e medici, che la quarantena dei 14 giorni sia insufficiente a scongiurare la positività. La cronaca quotidiana è ricchissima di testimonianze in tal senso, pervenute anche dal mondo dello spettacolo e del giornalismo. E’ ancora vivo il caso Politi, delle Iene, che sollevò per sé stesso tale problematica.

Dunque, la preoccupazione per un contagio portato al Sud da un nuovo esodo appare più che fondata, e suffragata anche  dall’infettivologo del Sacco di Milano, Massimo Galli. Il professore intervistato più volte durante i momenti cruciali della pandemia, ha confermato che una quarantena di 14 giorni non può assolutamente garantire la negatività del soggetto. Sulla scorta di tali evidenze, è inevitabile che scattino alcune legittime domande: quali rigorose ed efficaci misure preventive sono state, ad oggi, approntate per scongiurare questo pericolo? Quali ragioni hanno spinto la scelta di consentire lo spostamento, non in sicurezza di migliaia, di persone da una Regione all’altra?

I Governatori della Campania e della Sicilia hanno già espresso la loro fondata preoccupazione e chiedono al Governo misure più dettagliate e rigorose. Il timore per un picco (al Sud) è legato anche alla tenuta di un sistema sanitario che potrebbe, come quello del Nord, collassare. Alcune Regioni al meridione d’Italia, hanno dato già prova di grandissimo rigore ed efficienza, nonostante l’emergenza. Un caso per tutti l’eccellenza mondiale del Cotugno di Napoli.  Ma i presidenti delle Regioni del Sud insistono nell’esprimere i loro timori.

Il nostro giornale sente doveroso, nell’interesse della tutela della salute degli Italiani, rivolgere un appello forte al Ministro dell’Interno, della Salute,  degli Affari regionali  e al Presidente Emiliano per  fare chiarezza sulla questione. Non vorremmo davvero fosse vanificato il sacrificio fatto finora da tutti i cittadini. Un esodo senza controlli e garanzie, ci piegherebbe  ad una realtà che non osiamo neppure immaginare.

 

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