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Banco dei Pegni, la nuova frontiera della disperazione

Banco dei Pegni, la nuova frontiera della disperazione

da Francesco Tesoro

Sempre più persone si rivolgono ai Monte di Pietà in tutta Italia. In coda persone di quasi tutti i ceti sociali, anche liberi professionisti: tutti con urgente bisogno di liquidità, chi per mangiare e chi per riaprire la propria attività. Abituati negli ultimi mesi alle lunghe file davanti ai supermercati. Ora a crescere sono quelle al Banco dei Pegni. Si porta di tutto, specie oro e gioielli. Sconforto e disperazione segnano i volti di queste persone in attesa, confuse e perse nei loro drammi. Ognuna con una triste storia da raccontare e condividere, persone intrise di umiltà mista a vergogna, ma piegati a questa soluzione veloce: si entra e nel giro di 15 minuti e si ha un prestito, senza “grossi problemi”. È così in tutta Italia. Si parla infatti di un + 30%, di persone che si sono affidate a strutture di questo tipo. “Gente in coda già prima dell’apertura”, dice Rainer Steger, condirettore generale di “Affide”, la più grande società di Credito su Pegno in Italia. Un mercato che oggi vale oltre 900 milioni di euro l’anno.

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