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Gamma Knife per la cura delle patologie cerebrali

Puglia – 52enne epilettica con lesione cerebrale, trattata a Catania col Gamma Knife

da Elvira Zammarano

Stavolta non si parla di coronavirus anche se il morbo, è ugualmente presente in questa vicenda, che si è conclusa fortunatamente bene. Una donna, della provincia di Lecce, di 52 anni, affetta da epilessia, in seguito ad una forte crisi che le ha procurato un profonda lesione cerebrale, si è sottoposta, con successo, ad un trattamento Gamma Knife.

Si tratta di una strumentazione innovativa di radiochirurgia “senza bisturi” che solo 7 ospedali italiani posseggono, a Genova, Roma, Ravenna, Torino, Catania, Milano e presso il nostro Policlinico di Bari. Ma cos’è il Gamma Knife e cosa può curare?

È una metodica non invasiva che non sostituisce la chirurgia tradizionale, ma l’affianca. Sono raggi gamma che bombardano le aree cerebrali compromesse dalla patologia (tumori, angiomi, trigemino…) senza necessità  di incidere la scatola cranica. Non ha bisogno di anestesia generale e azzera i possibili rischi d’infezioni pre e post-operatori (facile conseguenza invece della chirurgia classica). Nel corso della procedura, la testa del paziente viene ‘immobilizzata’ mediante un casco leggero – il casco stereotassico -, per mezzo del quale si eseguono gli esami – TAC, Risonanza Magnetica, Angiografia digitale – utili a stabilire il punto esatto della lesione da sottoporre a radiochirurgia. In questo modo si attiva un’azione terapeutica meglio conformata e si salvaguardano ulteriormente i centri nervosi critici.

La signora, seguita dalla sorella medico, si è rivolta al Policlinico di Bari che, con quello di Catania, sono gli unici centri al Sud Italia. Scoprendo, però, che anche il reparto Gamma Knife –  così come è successo anche per gli altri centri italiani – era stato chiuso per accogliere i malati Covid. Gli unici lasciati in attività erano quelli di Milano e Catania.

Dopo essere stata sottoposta ad un tampone e ad una TAC per escludere la presenza di un’infezione da coronavirus, la donna è giunta al Cannizzaro di Catania e lì è stata sottoposta ad un’avanzata versione Icon, gold standard internazionale. E dopo appena ventiquattr’ore è tornata dai suoi cari in perfetta forma.

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