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Può una crisi trasformarsi in opportunità? Leggete la storia di Amadeo Peter Giannini.

Può una crisi trasformarsi in opportunità? Leggete la storia di Amadeo Peter Giannini

da Stella Camposeo

Può una crisi trasformarsi in opportunità? Leggete la storia di Amadeo Peter Giannini.Vi chiederete chi è Amadeo Peter Giannini; fino a pochi giorni fa neanche io lo conoscevo e poi mi sono imbattuta in un video curato dalla Fondazione Luigi Einaudi, che parlava di lui, e vi assicuro che la sua storia vi lascerà a bocca aperta o comunque orgogliosi di essere Italiani. In una Italia che spesso dimentica i propri geni o i personaggi che si sono distinti nel tempo per le opere che hanno compiuto, per ricordare, invece, “elementi” che varrebbe la pena dimenticare.

Amadeo Peter Giannini nasce in California nel 1870 da genitori italiani (liguri), emigrati in America per cercare fortuna. Il suo papà aveva un piccolo negozio di ortofrutta a sud di San Francisco dove vendeva i prodotti da lui stesso coltivati. All’età di 7 anni Amadeo, purtroppo, vide uccidere suo padre con una pistolettata. Era stato un suo cliente, che essendo suo debitore di un solo dollaro non aveva nessuna intenzione di darglielo.

La madre poco dopo, avendo due figli da crescere si risposò con un bravo signore di origine italiana che la aiutò ad accudire i due ragazzi e rilevò l’attività del padre. Amadeo studiò economia e quando si laureò andò a lavorare in una banca. Dopo appena sei mesi, non condividendo la politica creditizia adottata dall’istituto, si licenziò. Secondo lui la banca concedeva denaro ai ricchi con la convinzione che lo avrebbero restituito più facilmente, ma in un paese dove si muore per un dollaro, bisognava prestare ai poveri, perché questi si sarebbero fatti ammazzare pur di restituirli.

Così fondo la Bank of Italy vicino a San Francisco. Nel frattempo arrivò il terremoto che distrusse tutto, e l’unico problema urgente per le banche era mettere al sicuro i lingotti d’oro custoditi nelle casseforti. Anche Amadeo prese i suoi tre lingotti e li nascose sul carretto di ortaggi del patrigno, e poi si diresse al porto dove mise su un banchetto di fortuna mettendo davanti una scritta: SI PRESTANO SOLDI COME PRIMA E PIÙ DI PRIMA.

Davanti al suo banchetto si creò la fila, di gente che lui conosceva, perché erano gli amici italiani e irlandesi dei suoi genitori, e a tutti lui prestò denaro. Poi arrivò la crisi del 1929, e mentre le altre banche tirarono i remi in barca e non facevano più credito, lui ancora una volta pensò che fosse una grande occasione per prestare soldi.

Un ingegnere italiano rimasto senza lavoro, si rivolse a lui per chiedere denaro per portare avanti una nuova idea di cinema e lui coraggiosamente, lo finanziò: quell’uomo era Frank Capra. Di lì a poco ricevette un ometto piccolo coi baffi che faceva qualche spettacolo nei locali del posto. Anche lui aveva in mente un film che parlava della grande depressione, di un bambino sfruttato, ma con qualche risata e un lieto fine.

Anche lui voleva denaro in prestito per mandare avanti il suo progetto: era Charlie Chaplin e il suo film “Il monello” ancora oggi è considerato un capolavoro del cinema. Tra i personaggi importanti annoveriamo anche Walt Disney, finanziato agli esordi dei cartoni animati, da Amadeo.

E intanto la sua banca cresceva. Un giorno gli si presentano due ingegneri. Senza un soldo bucato, avevano in mente di costruire un ponte completamente privo di mattoni, che collegava le due baie di San Francisco. Amadeo li accontentò ma in cambio non chiese interessi, bensì che dessero lavoro agli uomini di San Francisco, che poi erano quelli a cui aveva in precedenza prestato soldi e che lavorando avrebbero potuto restituirli  più facilmente. Nacque così il Golden Gate, ancora oggi il simbolo di San Francisco.

La sua banca, ormai, aveva raggiunto dimensioni ragguardevoli e il nome che inizialmente gli aveva dato, stonava un po con quella nuova realtà. Cambiò più volte il logo, ma possiamo senza dubbio affermare che Amadeo Peter Giannini, di umili origini italiane, che ha saputo guardare lontano e con coraggio, è riuscito a cambiare il modo di fare banca, mettendosi al servizio del popolo nel realizzare quelli che erano i loro progetti. Lui, il fondatore di quella che divenne la più grande banca del mondo: La Bank of America.

A San Francisco nel financial district ci sono una piazza e un monumento che lo ricordano, il Time lo ha definito come uno dei “builders and titans” (costruttori e titani) del XX secolo, nel 1973 il servizio postale americano ha emesso un francobollo con il suo ritratto, ma in Italia ci fosse un vicolo dedicato a suo nome!

Nessuno lo conosce e nessuno propone di parlarne, financo nelle scuole dove, si dovrebbe fare cultura ma si è troppo legati ad uno stereotipo di insegnamento ormai risorgimentale che nessuno, per comodità o mediocrità, ha il coraggio di rivoluzionare per il bene delle nostre future generazioni. Ragazzi questa è l’Italia!

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