Home Salute Covid Puglia – Per Mario Conca, un disastro preannunciato, “Pochi o niente dispositivi di protezione individuali, né tamponi a sufficienza”
Covid Puglia – Per Mario Conca, un disastro preannunciato, “Pochi o niente dispositivi di protezione individuali, né tamponi a sufficienza”

Covid Puglia – Per Mario Conca, un disastro preannunciato, “Pochi o niente dispositivi di protezione individuali, né tamponi a sufficienza”

da Elvira Zammarano

Ad affermarlo è il consigliere regionale Mario Conca, componente della Commissione programmazione, Bilancio, Finanze e della Commissione assistenza Sanitaria e dei Servizi sociali. “La gente è disperata – dice –  e cerca il mio aiuto ed io continuo ad inviare mail all’indirizzo che  Emiliano mi ha indicato per comunicare con lui, da cui non ricevo quasi mai risposte”.

“La situazione sta davvero sfuggendo di mano, questa è la collaborazione che va ricercando e professando?” Inoltre continua, “Avevo proposto di optare per ospedali dedicati e separati -Monte Laureto a Putignano, l’ospedale militare di Bari, anche il lebbrosario ormai vuoto ad Acquaviva poteva essere valutato, il D’Avanzo a Foggia, il Ninetto Melli a San Pietro Vernotico, il Fallacara a Triggiano, il Sarcone a Terlizzi, i PTA – e sono solo alcuni…ma, nessuna risposta”.

“Il caso dell’ospedale di Copertino arrivato ai media” la dice lunga sul caos. “Una ventina di operatori, che dopo due settimane di quarantena, sono stati convocati tutti alla stessa ora e nel medesimo posto, un corridoio. Scoprendo poi che uno di loro era positivo e quindi tutti di nuovo in isolamento, sperando per loro una seconda volta nella buona sorte ”.

Parlando del Policlinico, “La situazione è drammatica. Due delle tre chirurgie sono in quarantena. Un rianimatore è positivo e chissà chi altri ha contagiato. Mi hanno chiamato anche operatori dalla chirurgia toracica, preoccupati perché non vengono fatti i tamponi e, nel frattempo, alcuni dei loro parenti sono risultati positivi e trasferiti al Miulli”.

“Poco fa – continua – dal Padiglione Chini, mi comunicano che dopo 3 tamponi, un paziente sospetto è risultato positivo. Peccato però che il signore ha stazionato 4 giorni, infettando, molto probabilmente, gli altri degenti e i sanitari del reparto, oltre quelli del pronto soccorso”. “Caos anche all’Asclepios per carenza di pulizia” e “al pronto soccorso, gli operatori della DEA, sono percepiti come untori dai colleghi degli altri reparti”.

Poi parla della situazione dei 118, “A cui non è consentito la “svestizione” nelle sale dedicate e l’obbligatoria sanificazione dei mezzi”, col pericolo della diffusione del contagio”. “Malgrado le tante denunce, tute e dispositivi non sono ancora idonei a prevenire il contagio biologico”.

Ma la situazione peggiora anche in altre zone, “Nell’ospedale della Murgia – afferma –  i positivi sono una trentina ormai. C’è un addetto ai lavori infetto forse  per mancanza di DPI e di un percorso minimo di formazione Covid. Ora la sua paura è di aver contagiato l’intera famiglia”.

Per i test rapidi avviati all’oncologico, “ Sono sierologici e non a fine diagnostici. Uno screening di massa. Dunque, poco attendibili. Non prendiamoci in giro, ora ci sarà un altro risultato che non servirà a fare diagnosi”. Poi parlando delle Regioni del nord, conclude, “La verità è che in Veneto stanno facendo almeno 20mila tamponi al giorno, in Emilia 6/7mila, noi invece solo 600. Ecco perché abbiamo solo 1000 positivi. Se ne avessero fatti come gli altri… i risultati sarebbero ben diversi. Per favore non giochiamo col fuoco!”

Articoli correlati

Lascia un commento