Home Scuola Capurso (BA) – La didattica a distanza e le sue criticità. Le riflessioni di Rosa Severina Tirico, Ds dell’Ic “S G Bosco- Venisti”.
La didattica a distanza e le sue criticità. Le riflessioni di Rosa Severina Tirico, Ds dell’Ic “S G Bosco- Venisti”.

Capurso (BA) – La didattica a distanza e le sue criticità. Le riflessioni di Rosa Severina Tirico, Ds dell’Ic “S G Bosco- Venisti”.

da Elvira Zammarano

Dopo il primo momento di choc, dovuto alla chiusura delle scuole, Dirigenti e Docenti, si sono, improvvisamente, trovati a gestire, oltre all’emergenza sanitaria, anche quella scolastica. Si è passati così da una didattica in presenza ad una a distanza. Si tratta di una modalità d’insegnamento che ha bisogno di vari supporti tecnologici, da una linea Internet efficiente a strumenti informatici adeguati (non sempre, però, accessibili a tutti). Ogni scuola, giocoforza, ha dovuto attivare questo “insolito” approccio didattico, attraverso cui Presidi e Corpo docente, possono “incontrare”, nella quotidianità, alunni e famiglie. Proveremo a fare il punto della situazione con la Dirigente dell’Ic “Bosco-Venisti” di Capurso, Rosa Tirico, titolare di una scuola che accoglie bambini dalla materna alla media. A lei chiederemo delucidazioni sulla Didattica a Distanza (DaD), sulle azioni messe in campo e sulle risposte avute finora da e famiglie.

Preside, cos’è la DaD?
“È un approccio di insegnamento che dovrebbe costituire  sempre di più parte integrante del piano dell’offerta formativa triennale di tutte le scuole. Questo per garantire lo studio a tutti gli alunni in particolari casi di necessità. La DaD dovrebbe  ispirarsi alla Didattica Breve intesa come riduzione dei tempi di insegnamento e apprendimento, processo dinamico orientato verso abilità trasversali.  Questo anche perché  si deve tener conto  del controllo sulle esercitazioni e sui compiti da assegnare per evitare eccessivi carichi ad alunni  e famiglie”.

Perché dovrebbe?
“Diciamo che, pur facendo parte integrante del piano dell’offerta, ci accorgiamo, ora, che la DaD, avrebbe avuto bisogno di un “potenziamento”. Del resto ogni scuola, al suo interno, ha il suo team di animatori digitali e di docenti di staff,  tutti molto preparati. Si tratta di professori esperti, che supportano la scuola anche dal punto di vista informatico”.

Dunque, la didattica a distanza dovrebbe essere rafforzata?
“Rafforzata con implementazione di risorse anche erogate direttamente  dal Ministero e potenziata attraverso la condivisione  di buone pratiche da diffondere in ogni scuola. Le ultime vicende ci stanno insegnando molto e noi, Dirigenti e Professori, insieme agli amministrativi, stiamo cercando di sopperire alle gravi esigenze del momento”.

Quali potrebbero essere le conseguenze?
“La DaD non si può  improvvisare, deve scaturire da una organizzazione coerente e da principi pedagogici e didattici  condivisi collegialmente. Diversamente rischia di ridursi in spettacolo, pubblicità, copia sbiadita della didattica in presenza. Sicuramente conclusa l’emergenza, si svilupperà un  significativo dibattito nel mondo della scuola”.

Quali sono, secondo lei, i punti critici della DaD?
“A mio parere, diversi. Intanto partirei dalla difficoltà che alcuni alunni hanno nell’usare in modo consapevole la tecnologia informatica. Questo presuppone lo studio di piattaforme e -Learning sempre più  intuitive. Poi c’è il discorso della linea Internet, non sempre adeguata e di facile accesso, a tutte le famiglie. Così come i computer, dobbiamo pensare che non tutti riescono a lavorare in remoto”.

Per quanto riguarda la privacy la scuola come si sta regolando?
“Anche su questo punto bisognerebbe aprire quanto prima una riflessione. Si evidenzia, infatti, la necessità  di un patto scuola famiglia per tutti gli aspetti relativi alla privacy ed ai rischi della rete per i minori. Noi stiamo  utilizzando  una piattaforma  integrata nel registro  elettronico  per cui le informative ed autorizzazioni privacy sono già previste. Non dimentichiamo, poi, che per i bambini della primaria è necessaria la presenza di un adulto a supporto dei procedimenti, almeno per l’avvio delle attività. È un aspetto davvero molto delicato”.

E per le valutazioni?
“Ricordiamo che per questo è necessario sempre il confronto collegiale. Criteri e modalità possono essere stabiliti soltanto attraverso una condivisione con il Collegio docenti. Inoltre l’articolazione delle lezioni virtuali richiede una programmazione condivisa ed una pianificazione modulare, proprio per evitare il rischio di sovrapposizioni tra docenti e di una sovraesposizione informatica per gli alunni e le famiglie”.

Altri aspetti critici?
“Un’altra criticità riguarda la definizione di specifici criteri all’interno della contrattazione  integrativa  di istituto, che tengano conto degli aspetti organizzativi e dei tempi di lavoro di tutto il personale della scuola. Vorrei, però, concludere sottolineando che questo approccio metodologico in remoto, non può e non deve sostituire il rapporto personale e diretto che ogni docente crea con i propri studenti. Anche se alcuni professori, riferiscono una nota positiva rispetto alle risposte di alcuni alunni, prima “disinteressati”, ora, decisamente più coinvolti”.

 

 

 

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3 comments

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M.Luisa Lavalle 15 Marzo 2020 - 21:48

Un articolo molto chiaro che fuga non pochi dubbi

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anna miriam milanesi 16 Marzo 2020 - 11:42

Grazie per il prezioso contributo, soprattutto perché ogni scuola ha comunicato il profilo di intervento didattico ma alcuni professori non riescono ad allinearsi.
Sarei altresì interessata alla necessità di mantenere attivi gli appuntamenti di ricemento degli insegnanti, con formule consentite dal momento.

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Angela pasquadibiscrglie 16 Marzo 2020 - 19:36

Io vorrei capire il discorso assenze…. Perché alcuni docenti a ragazzi che hanno problemi con il collegamento mettono assenze????

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