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Scontri tifoserie Bari e Lecce, identificate 90 persone, le prime denunce a carico di tre baresi e un leccese

Scontri tifoserie Bari Lecce, identificate 90 persone, le prime denunce a carico di tre baresi e un leccese

da Elvira Zammarano

Oltre 90 le persone identificate, di cui quattro denunciate, a seguito degli scontri tra le tifoserie del Bari e del Lecce. Ieri, intorno alle 12.15, nei pressi del KM 153 dell’autostrada A16, all’altezza dell’area di servizio Ofanto Nord, i supporters delle due squadre si sono affrontati sullo stesso tragitto autostradale, prima delle partite “Cavese-Bari” a Castellamare di Stabia (NA) e Roma-Lecce, a Roma. Si parla di un vero e proprio agguato organizzato da un gruppo di baresi ai danni dei tifoseria del Lecce. Oggi i primi accertamenti della Digos per identificare i partecipanti alla guerriglia. Sotto la lente i due caselli autostradali di Bari, i club e i luoghi di ritrovo abituali dei supporter biancorossi.

I controlli hanno consentito di intercettare una novantina di tifosi – alcuni dei quali vistosamente feriti  al capo – che avevano “rinunciato” ad assistere alle partite. Durante le ispezioni sono state sequestrare due mazze da baseball, due manganelli – di cui uno in legno -, un taglierino, due paia di guanti, uno scaldacollo, con il logo di uno noto gruppo ultras barese e una frusta con tre anime in ferro e lo specchietto di un retrovisore.

Sono partite immediatamente le denunce per i possessori di tali oggetti atti ad offendere, in particolare a carico di un tifoso leccese di 35 anni e  di tre baresi, di età compresa tra i 39 e i 58 anni. Uno, tra l’altro, era segnalato per reati specifici da stadio e già sottoposto a DASPO. Sono in atto ulteriori accertamenti per verificare l’eventuale partecipazione dei 4 ai fatti di Cerignola. Denunciati a vario titolo, altri due tifosi baresi, di 43 e 27 anni, per il possesso e l’utilizzo di fumogeni e per aver violato il DASPO da cui erano stati raggiunti in seguito all’incontro di calcio Monopoli-Bari del 9 febbraio 2020.

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